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ARGOMENTO: non soci "simpatizzanti" senza doveri

non soci "simpatizzanti" senza doveri 10 Mesi 1 Settimana fa #1502

  • claudiomi
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Buongiorno, ho un questio un po' spinoso, a cui non sto trovando risposta.
Il contesto è il seguente.
Sono tesoriere in una APS che oltre ad attività benefiche/volontariato organizza alcuni corsi di tipo artistico (pittura, ricamo, calligrafia artistica, ecc) ricorrendo in alcuni casi a docenti esterni.
Chi si iscrive al corso versa una quota aggiuntiva oltre alla tessera associativa, che copre i costi del docente, e, in taluni casi in cui il docente è più economico, va a contribuire anche al fondo cassa per spese di affitto, riscaldamento, materiale, ecc. Le quote sono volutamente basse rispetto a corsi analoghi effettuati altrove, per poter permettere a chiunque di partecipare senza troppe difficoltà.
Ora, succede per alcuni corsi che alcune persone arrivino a noi unicamente perché interessate al corso a basso costo, e pur versando anche la quota associativa (che permette loro di avere regolare copertura assicurativa) con cui potrebbero partecipare gratuitamente a tante altre nostre attività, in realtà hanno un approccio da "clienti", con cui spesso avanzano pretese irragionevoli senza curarsi del fatto che pagano poco i corsi proprio in quanto soci, e in quanto tali dovrebbero aiutare e aiutarsi per il buon funzionamento del tutto anziché fomentare polemiche. In realtà, in questi casi, dell'associazione non gliene può fregare di meno, e considerano il modulo di iscrizione alla medesima un "pro forma". Vengo al quesito: ci stiamo chiedendo, col Direttivo, se fosse possibile creare due tipologie di accesso al corso 1): i soci, cioè coloro che non solo sono tesserati, ma partecipano, chi più chi meno, alla vita associativa, sulla base delle finalità espresse nello Statuto, che pagano la quota minima prevista per le lezioni. 2) coloro che iscrivendosi al corso dichiarano (per iscritto?) di non essere interessati a diventare soci del'associazione ma unicamente al corso, e a quel punto pagano per il medesimo una quota superiore per "esterni".... A questa seconda categoria sarebbe riservato un numero inferiore di posti, per privilegiare la prima. La domanda è: come regolarizzare/definire questa seconda categoria? Come soci sostenitori avrebbero comunque diritti e doveri, è possibile quindi classificarli come "simpatizzanti", quindi non soci? In questo caso,però, non sarebbero coperti dall'assicurazione, se non attraverso la RC con cui sono coperti i volontari. E' sufficiente?
Grazie a chi vorrà eventualmente suggerire altre soluzioni.
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