Il Portale delle Associazioni

Consulenza per aprire e gestire Associazioni ed Enti No Profit
a cura dell'avvocato Nicola Ferrante

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Costituire un Ente del Terzo Settore

Consulenza per costituire Enti del Terzo Settore

 

Ai sensi del Decreto Legislativo n. 117 del 3 luglio 2017, detto anche “Codice del Terzo Settore”, possono ottenere la qualifica di Enti del Terzo Settore le associazioni e gli enti no profit in genere, costituiti per il perseguimento, senza scopo di lucro, di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale, mediante lo svolgimento di una o più attività di interesse generale in forma di azione volontaria o di erogazione gratuita di denaro, beni o servizi, o di mutualità o di produzione o scambio di beni o servizi.

Per costituire e aprire un Ente del Terzo Settore, che voglia seriamente perseguire i suoi scopi e beneficiare della legislazione fiscale di favore prevista dal suddetto decreto, è necessario:

  • determinare lo scopo dell’associazione (culturale, di promozione, solidaristico ecc...) e la sua attività specifica, tra quelle indicate dal Decreto Legislativo n. 117 del 3 luglio 2017. E' necessario prevedere almeno 3 soci fondatori, che formeranno il primo Consiglio Direttivo;
  • preparare, in duplice copia originale, atto costitutivo e statuto dell'associazione, necessari per creare un Ente del Terzo Settore, inserendo tutti i requisiti e gli articoli previsti dalla Codice Civile, dal Decreto Legislativo n. 117 del 3 luglio 2017 e dalla legge fiscale (TUIR);
  • recarsi all'Agenzia delle Entrate per la registrazione dell'associazione. E' necessario richiedere l'attribuzione del Codice Fiscale, pagare la tassa di registro ed infine presentare l’atto costitutivo e lo statuto in duplice copia per la registrazione (la procedura è quella di “registrazione atti privati”);
  • chiedere l’iscrizione dell’associazione al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore, presso gli uffici regionali competenti per la tenuta e l’aggiornamento del registro. Terminata questa fase, avrete aperto correttamente un Ente del Terzo Settore.

Gli Enti del Terzo settore, esercitano in via esclusiva o principale una o più attività di interesse generale per il perseguimento, senza scopo di lucro, di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale. Secondo l'articolo 5 del Codice, si considerano di interesse generale, se svolte in conformità alle norme particolari che ne disciplinano l'esercizio, le attività aventi ad oggetto :

a) interventi e servizi sociali,
b) interventi e prestazioni sanitarie,
c) prestazioni socio-sanitarie,
d) educazione, istruzione e formazione professionale,
e) interventi e servizi finalizzati alla salvaguardia e al miglioramento delle condizioni dell'ambiente e all'utilizzazione accorta e razionale delle risorse naturali,
f) interventi di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale e del paesaggio,
g) formazione universitaria e post-universitaria;
h) ricerca scientifica di particolare interesse sociale;
i) organizzazione e gestione di attività culturali, artistiche o ricreative di interesse sociale,
j) radiodiffusione sonora a carattere comunitario;
k) organizzazione e gestione di attività turistiche di interesse sociale, culturale o religioso;
l) formazione extra-scolastica, finalizzata alla prevenzione della dispersione scolastica e al successo scolastico e formativo, alla prevenzione del bullismo e al contrasto della povertà educativa;
m) servizi strumentali ad enti del Terzo settore resi da enti composti in misura non inferiore al settanta per cento da enti del Terzo settore;
n) cooperazione allo sviluppo,
o) attività commerciali, produttive, di educazione e informazione, di promozione, di rappresentanza, di concessione in licenza di marchi di certificazione, svolte nell'ambito o a favore di filiere del commercio equo e solidale,
p) servizi finalizzati all'inserimento o al reinserimento nel mercato del lavoro dei lavoratori,
q) alloggio sociale, nonchè ogni altra attività di carattere residenziale temporaneo diretta a soddisfare bisogni sociali, sanitari, culturali, formativi o lavorativi;
r) accoglienza umanitaria ed integrazione sociale dei migranti;
s) agricoltura sociale,
t) organizzazione e gestione di attività sportive dilettantistiche;
u) beneficenza, sostegno a distanza, cessione gratuita di alimenti o prodotti di cui alla legge 19 agosto 2016, n. 166, o erogazione di denaro, beni o servizi a sostegno di persone svantaggiate o di attività di interesse generale a norma del presente articolo;
v) promozione della cultura della legalità, della pace tra i popoli, della nonviolenza e della difesa non armata;
w) promozione e tutela dei diritti umani, civili, sociali e politici, nonchè dei diritti dei consumatori e degli utenti delle attività di interesse generale di cui al presente articolo, promozione delle pari opportunità e delle iniziative di aiuto reciproco, incluse le banche dei tempi e i gruppi di acquisto solidale,
x) cura di procedure di adozione internazionali,
y) protezione civile,
z) riqualificazione di beni pubblici inutilizzati o di beni confiscati alla criminalità organizzata.

Gli enti del Terzo settore potranno comunque esercitare anche attività diverse da quelle previste dal suddetto elenco, a condizione che l'atto costitutivo o lo statuto lo consentano e che tali attività siano secondarie e strumentali rispetto alle attività di interesse generale (articolo 6 del Codice).

Secondo la nuova disciplina fiscale che riguarda gli Enti del Terzo Settore, le attività di interesse generale praticate da tali enti, si considerano di natura non commerciale quando sono svolte a titolo gratuito o dietro versamento di corrispettivi che non superano i costi effettivi (art 79 del citato Decreto Legislativo). Questo significa che l’attività svolta dall’associazione, a favore di soci o non soci, potrà essere a pagamento, ma sarà considerata di natura non commerciale solo se le entrate andranno a coprire le spese per lo svolgimento dell’attività, senza conseguire un risultato economico positivo. Naturalmente, tra le spese andranno annoverate non solo quelle per l’organizzazione o il mantenimento dell’attività, ma anche i compensi di soci o terzi che prestano il proprio lavoro o impegno per la buona riuscita dell’iniziativa. Sono inoltre considerate sempre non commerciali le raccolte pubbliche di fondi effettuate occasionalmente, i contributi erogati dalle amministrazioni pubbliche, le quote associative annuali.

Diversamente, vengono sempre considerate attività commerciali:

  • le attività di interesse generale di cui all’articolo 5 del codice del terzo settore, svolte in forma di impresa ( cioè in modo continuativo, abituale e organizzato) e dietro pagamento di corrispettivi che eccedono il costo delle stesse attività;
  • le attività diverse da quelle di interesse generale, citate dall’articolo 6 del codice del terzo settore, che devono essere svolte in via secondaria e strumentale.

Da precisare che se, in un determinato periodo di imposta, i proventi dell’attività commerciale superano i proventi di tutte le entrate considerate non commerciali, l’ente del terzo settore assumerà la qualifica fiscale di ente commerciale, con il conseguente pagamento delle imposte sul ricavato di tutta l’attività.

Conseguentemente, gli Enti del Terzo Settore, in parallelo all’attività non commerciale, potranno svolgere anche attività commerciale, che dovrà essere non prevalente, beneficiando di un regime forfetario di favore.

Infine, la nuova normativa stabilisce che le sedi e i locali utilizzati dagli enti del terzo settore, in cui si svolge l'attività istituzionale, sono compatibili con tutte le destinazioni d'uso, indipendentemente dalla destinazione urbanistica, purchè non di tipo produttivo. 

Da rilevare, che le associazioni già costituite potranno comunque decidere di non aderire a questa normativa, che comporta vari benefici fiscale ma anche il rispetto di molte regole e limitazioni, e costituirsi seguendo le regole previste dal Codice Civile e dal TUIR, registrando semplicemente statuto e atto costitutivo presso l’Agenzia delle Entrate.

E’ opportuno precisare che ad oggi (fine 2019) la riforma, anche se è già stata approvata, non è ancora in vigore, mancando  ancora l'attuazione del registro del terzo settore. E' comunque possibile costituire un'associazione che abbia i requiisti richesti dalla nuova riforma, che sarà successivamnte iscritta nel relativo registro.

In questa sezione puoi trovare gli articoli relativi a Costituire un Ente del Terzo Settore , Caratteristiche degli Enti del Terzo Settore , la Gestione degli Enti del Terzo Settore , il Fisco degli Enti del Terzo Settore.

avv. Nicola Ferrante

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