Il Portale delle Associazioni

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a cura dell'avvocato Nicola Ferrante

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Somministrazione di alimenti e bevande a favore dei soci

Le associazioni che intendono somministrare alimenti e bevande (analcoliche, alcoliche, superalcoliche) devono richiederne l’autorizzazione al Comune.

Il rilascio delle autorizzazioni è subordinato unicamente al possesso da parte del richiedente di alcuni requisiti:

  • Soggettivi del presidente del circolo, al quale si richiede, generalmente, il certificato penale e carichi pendenti Procura e Pretura;
  • L’autorizzazione igienico-sanitaria per i locali e per il personale addetto alla produzione e vendita di sostanze alimentari e bevande;
  • Conformità della destinazione d’uso degli immobili in cui s’intende esercitare l’attività;
  • Presenza dei requisiti di sorvegliabilità dei locali secondo le disposizioni impartite dal ministero dell’interno.

Nel caso di associazioni che svolgono la loro attività a favore unicamente dei loro soci, il rilascio delle autorizzazioni alla somministrazione di alimenti e bevande non è subordinato a valutazioni tecniche di tipo discrezionale oppure vincolate al rispetto di limiti e/o contingenti complessivi.

Una volta che l’associazione abbia presentato domanda volta al rilascio delle autorizzazioni, il Comune ha un termine di 60 giorni per rifiutare la domanda con motivazione, se ciò non accade opera il silenzio assenso della P.A.: sono cioè concesse le autorizzazioni.

Come si richiedono, nella pratica, tali autorizzazioni? 

Il legale rappresentante dell’associazione deve presentare al Comune, dove s’intende svolgere l’attività, una denuncia di inizio attività: si dichiara di possedere tutti i requisiti previsti dalla legge per lo svolgimento dell’attività stessa.

Nell’atto di denuncia inizio attività si dovranno dichiarare:

1) L’ente nazionale con finalità assistenziale al quale aderisce;
2) Il tipo di attività di somministrazione che l’associazione o il circolo intende svolgere;
3) L’ubicazione e la superficie dei locali che verranno adibiti a somministrazione;
4) L’adesione dell’associazione al regime dell’art. 148 T.U.I.R.;
5) La conformità del locale, in cui verrà esercitata la somministrazione, alle norme e alle prescrizioni in materia edilizia, igienico-sanitarie e ai criteri di sicurezza stabiliti dal Ministero dell’Interno. Il Comune dovrà trasmettere all’A.S.L. competente per territorio la denuncia per il rilascio del parere al fine dell’autorizzazione d’idoneità sanitaria.
All’atto di denuncia dovranno essere allegati copia semplice dell’atto costitutivo e dello statuto dell’associazione.

Ricevuta la dichiarazione d’inizio attività, il Comune ha 10 giorni per comunicare eventuali irregolarità od incompletezze della domanda. Escluso il caso appena detto, il termine di 60 giorni per la formazione del silenzio assenso può essere interrotto una sola volta dall’amministrazione comunale esclusivamente per la tempestiva richiesta all’interessato di elementi integrativi e di giudizio che non siano già nella disponibilità dell’amministrazione e che non possano essere acquisiti da questa autonomamente. Il termine riprende a decorrere dalla ricezione della P.A. degli elementi che ha richiesto.
L’amministrazione comunale, presa in carico la denuncia d’inizio attività, deve comunicare all’interessato l’avvio del procedimento e il suo oggetto, l’ufficio e la persona responsabile del procedimento e l’ufficio in cui può prendere visione degli atti.

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