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Il Codice del Terzo Settore e le Associazioni Sportive

Il Codice del Terzo Settore (D.LGS. 3 luglio 2017 n.117) prevede espressamente “l’organizzazione e la gestione di attività sportive dilettantistiche” tra i settori delle attività di interesse generale in cui operano gli enti del terzo settore, per i quali sono riconosciuti specifici benefici fiscali.

Va precisato tuttavia che, nonostante la riforma incida profondamente sulla disciplina degli enti associativi, per le associazioni sportive dilettantistiche vengono preservate le agevolazioni fiscali già esistenti, previste all’articolo 90 della legge 289 del 2002.

In sostanza, le associazioni sportive dilettantistiche potranno scegliere se conservare le agevolazioni fiscali riservate dalla previgente disciplina oppure, in alternativa, qualora intendano entrare a fare parte degli enti del terzo settore, fruire dei benefici fiscali previsti per quest’ultimi.

In particolare, ricordiamo che il Codice del Terzo Settore, in relazione al regime fiscale di cui alla legge n. 398 del 1991 (regime relativo all’eventuale attività commerciale), prevede la disapplicazione di questo regime per gli enti del terzo settore. Diversamente, continuerà ad applicarsi per le associazioni sportive senza fini di lucro che non assumeranno la qualifica di enti del terzo settore.

Inoltre, il Codice del Terzo Settore modifica in modo sostanziale l’applicazione dell’articolo 148 del TUIR, che regola la disciplina fiscale dell’attività istituzionale svolta dagli enti associativi, stabilendo (fino ad oggi) che tale attività fosse considerata non commerciale e quindi non tassata, anche nel caso di corrispettivi specifici pagati dai soci per la loro partecipazione. Per gli enti del terzo settore, tale disciplina è disapplicata, sostituita da quanto nuovamente previsto dal Codice del Terzo Settore.

Diversamente, per le associazioni sportive dilettantistiche continuerà ad applicarsi la disciplina prevista dall’articolo 148 del TUIR. Quindi, l’attività sportiva svolta dall’associazione verso i soci, anche dietro richiesta di corrispettivi specifici, sarà considerata non commerciale e quindi non soggetta a tassazione. Invece, per le associazioni sportive che assumeranno la qualifica di enti del terzo settore, non si potrà più applicare tale agevolazione.

Risulta quindi evidente che, per le Associazioni Sportive Dilettantistiche, non sussiste alcuna convenienza nell’assumere la qualifica di enti del terzo settore, dato che la normativa a loro dedicata risulta essere più conveniente rispetto a quella prevista dal Codice del Terzo Settore.

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