Il Portale delle Associazioni

Consulenza per aprire e gestire Associazioni ed Enti No Profit
a cura dell'avvocato Nicola Ferrante

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Il Bilancio dell'Associazione. Regole e Consigli per la Redazione

Uno dei principali obblighi contabili delle associazioni, e più in generale di tutti gli enti no profit (ASD, onlus, APS, associazioni di volontariato, circoli ecc….), è la redazione e l’approvazione del bilancio annuale. Tale formalità è indispensabile perché richiesta dalla legge fiscale e dalle varie normative sugli enti no profit, ed anche necessaria per poter usufruire dei vantaggi fiscali riservati a tali enti, come la defiscalizzazione dei proventi derivanti dalle attività svolte a favore degli associati. Inoltre, il bilancio permette di avere un quadro preciso in merito alla situazione economica-finanziaria dell’associazione, per gestirla al meglio.

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Quando un'Associazione è non Commerciale

Le associazioni sono per definizione enti non commerciali. Questo è un concetto introdotto dalla normativa tributaria per individuare gli enti, diversi dalle società, che non hanno per oggetto esclusivo o principale l'esercizio di un'attività commerciale.

In tale contesto la previsione statutaria dell'assenza dello scopo di lucro diventa condizione necessaria, ma non sufficiente, per valutare la non lucratività dell’associazione. Infatti, tale dato deve emergere anche dal modo in cui viene effettivamente svolta l'attività dell'ente. Questo principio è stato ribadito dalla Corte di Cassazione, secondo cui le previsioni dell'atto di costitutivo non sono vincolanti a qualificare un’associazione come non commerciale, dovendo piuttosto verificare l'attività effettivamente esercitata.

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La Funzione del Regolamento nelle Associazioni

I principali atti che regolano l'organizzazione e la gestione di un'associazione, e che ne descrivono gli scopi e le finalità, sono l'atto costitutivo e lo statuto. Spesso però tali documenti non possono essere eccessivamente dettagliati o prevedere tutta la disciplina necessaria per gestire l'ente associativo in occasione di determinate situazioni o casi controversi. Ecco perché assieme allo statuto è spesso previsto un regolamento o più regolamenti che disciplinano determinate materie. Altra importante funzione del regolamento associativo, è quella di evitare contrasti tra gli associati riguardo la gestione dell'ente.

La regola di base per preparare correttamente tale atto è tenere conto che il regolamento non può mai essere in contrasto con quanto previsto dallo statuto associativo. Infatti, nel caso i due atti regolino in modo differente la stessa materia, prevale sempre quanto disciplinato dallo statuto.

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Requisiti Necessari per Diventare una Onlus

Attualmente non è affatto facile iscrivere un'associazione o un altro ente no profit all'anagrafe onlus, in modo che possa usufruire del regime fiscale riservato a tale categoria. Questo perché il D.Lg 1997 n. 460, che disciplina la figura giuridica in questione, pone delle condizioni e dei limiti ben definiti e dettagliati. Inoltre, i competenti uffici delle Agenzie delle Entrate regionali, che si occupano dell'iscrizione all'anagrafe onlus, sono molto rigorosi nel valutare la sussistenza dei requisiti. Infatti, bisogna sempre ricordare che l'iscrizione non è automatica a seguito della presentazione della domanda, ma che gli atti associativi vengono sempre puntualmente esaminati per verificare il rispetto della normativa in materia.

Vediamo ora quali sono i requisiti e le condizioni necessarie perché un'associazione possa essere scritta all'anagrafe e diventare una onlus.

Per prima cosa si devono seguire le indicazioni e i vincoli previsti dal D.Lg 1997 n. 460, decreto che regola la relativa disciplina. Secondo la normativa, tali enti devono espressamente prevedere lo svolgimento, in via esclusiva, di attività in uno o più dei seguenti settori:

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E' obbligatorio distribuire tessere ai soci di un'associazione ?

Le associazioni in genere non hanno alcun obbligo di distribuire delle tessere associative ai propri soci. Certamente molte associazioni attuano tale pratica, ma per essere un socio effettivo è sufficiente l'iscrizione nel libro soci ed essere in regola con il pagamento della quota associativa.

Diversamente, le Associazioni Sportive Dilettantistiche devono sempre distribuire ai propri soci la tessera della federazione sportiva o dell'ente di promozione sportiva a cui la ASD è affiliata. Infatti, solo in tal modo l’ente beneficia del regime fiscale di favore previsto, cioè la defiscalizzazione dei proventi derivanti dall’attività sportiva svolta dagli associati.

Simile regime vale anche per i circoli che somministrano alimenti e bevande, che devono sempre consegnare ai soci che frequentano il circolo la tessera dell'ente di promozione sociale a cui l'associazione è affiliata. Solo così la somministrazione di alimenti e bevande ai soci può essere considerata attività non commerciale e quindi non soggetta a tassazione.

Limiti ai Poteri del Presidente di un'Associazione

Molto spesso capita che il Presidente di un'associazione prenda delle iniziative che vanno oltre i suoi ordinari poteri o che non sono di sua competenza, ma che appartengono alla sfera decisionale dell'Assemblea dei Soci e del Consiglio Direttivo.

Di base, al Presidente di un’associazione spetta la rappresentanza legale dell’ente di fronte ai terzi e in giudizio. Dirige il Consiglio Direttivo e cura che siano attuate le delibere del Consiglio stesso e dell’Assemblea dei Soci, oltre a provvede  all'osservanza delle disposizioni statutarie ed alla disciplina sociale. In caso di comprovata necessità e urgenza, può assumere i provvedimenti di competenza del Consiglio Direttivo, sottoponendoli a ratifica alla prima riunione successiva.

Solitamente il Presidente cessa dalla carica per scadenza del mandato, per dimissioni volontarie o per eventuale sfiducia espressa dall'Assemblea dei Soci.

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Qualifiche Necessarie per gli Istruttori Sportivi di un'Associazione

Nell'ambito della gestione dell'attività di un'associazione sportiva dilettantistica, spesso ci si chiede se i soci istruttori debbano essere in possesso di determinati requisiti o qualifiche, come ad esempio una laurea in scienze motorie o un patentino rilasciato da una federazione sportiva. La domanda acquista valenza specialmente in relazione alla possibilità di usufruire della normativa fiscale di favore relativa ai compensi corrisposti agli istruttori sportivi, nell'ambito della loro attività d’insegnamento svolta a favore dell'associazione.

Evidenziamo per prima cosa che un'associazione sportiva dilettantistica implica lo svolgimento esclusivo di un'attività amatoriale, quindi non svolta da professionisti. Infatti, questi ultimi svolgono l'attività sportiva come principale attività lavorativa o comunque nell'ambito di un rapporto di lavoro subordinato. Diversamente, gli atleti di un'associazione sportiva dilettantistica sono dei semplici dilettanti, per cui la pratica sportiva è un'attività del tutto marginale e quasi ludica.

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