Il Portale delle Associazioni

Consulenza per aprire e gestire Associazioni ed Enti No Profit
a cura dell'avvocato Nicola Ferrante

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Associazioni e Contratto di Sponsorizzazione. Disciplina Fiscale.

Spesso associazioni culturali e associazioni sportive dilettantistiche si trovano a ricevere delle somme a titolo di sponsorizzazione, chiedendosi di conseguenza come debbano essere contabilmente e fiscalmente trattati questi proventi.

Precisiamo per prima cosa la definizione del contratto di sponsorizzazione, che può essere definito come il contratto con il quale una parte, detta sponsor, si obbliga ad una prestazione pecuniaria o all'attribuzione di un bene nei confronti di un'altra parte, detta sponsee (o sponsorizzato), la quale a sua volta si obbliga a divulgare il nome o il marchio dello sponsor nelle varie manifestazioni della propria attività.

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Destinazione d'Uso e Agibilità Sede Associazione

In materia di enti no profit, è sicuramente molto dibattuto il tema della destinazione d’uso dei locali adibiti a sede dell’associazione e allo svolgimento della relativa attività, oltre ai requisiti di agibilità degli stessi. Spesso, anche gli uffici comunali interessati non hanno una chiara idea della normativa di riferimento.

Un punto fermo è stato posto grazie alla legge del 7 dicembre 2000, numero 383, che disciplina le Associazioni di Promozione Sociale (APS). All’articolo 32, comma n. 4, la suddetta legge dispone che “La sede delle associazioni di promozione sociale ed i locali nei quali si svolgono le relative attività sono compatibili con tutte le destinazioni d’uso omogenee previste dal decreto del Ministro per i lavori pubblici 2 aprile 1968, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 97 del 16 aprile 1968, indipendentemente dalla destinazione urbanistica.”

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Compensi nella Associazioni Sportive Dilettantistiche

Per i compensi corrisposti per attività di amministrazione nell'ambito delle associazioni sportive dilettantistiche e i compensi corrisposti ad atleti dilettanti, allenatori, giudici di gara, commissari speciali, istruttori accompagnatori, massaggiatori, sussiste un particolare regime di favore, disciplinato dall’art. 37 della L. 342/2000 e dall’art. 90 della L. 289/2002, che si riferisce alle agevolazioni fiscali previste per indennità di trasferta, rimborsi forfettari di spesa, premi e compensi, nel caso in cui queste somme siano erogate da organi quali: CONI, Federazioni Sportive Nazionali, UNIRE (Unione Nazionale per l’Incremento delle Razze Equine), Enti di Promozione Sportiva, e qualunque organismo che persegua finalità sportive dilettantistiche e che sia riconosciuto dagli stessi.

Sul piano fiscale, tali compensi rientrano nella categoria dei c.d. “redditi diversi” ex art. 67 TUIR, comma 1, lettera m), solo se vengono rispettati i seguenti requisiti:

  • la manifestazione o l’attività sportiva esercitata deve avere carattere dilettantistico (requisito oggettivo)
  • i compensi devono essere corrisposti agli sportivi dilettanti (requisito soggettivo)
  • i compensi non devono derivare da un rapporto di lavoro dipendente.

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Responsabilità degli Istruttori Sportivi

Nell’ambito delle Associazioni Sportive Dilettantistiche, gli istruttori sportivi sono equiparati a coloro che insegnano un mestiere o un'arte, e pertanto essi rispondono in base all’art. 2048 del Codice Civile del danno cagionato dal fatto illecito commesso dai loro allievi, minori non emancipati o delle persone soggette tutela, nel tempo in cui sono sotto la loro vigilanza.

Tale norma pone una presunzione di responsabilità in capo all’istruttore per i danni arrecati dal minore a terzi, durante il tempo in cui lo stesso è sottoposto alla sua vigilanza. Tale presunzione di responsabilità viene superata ove l'istruttore dimostri di aver vigilato nella misura correlata alla prevedibilità dell'evento e di non aver potuto impedire il fatto nonostante le cautele poste.

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Statuto Associaizone

Il nostro studio legale, forte di un'esperienza pluriennale nell'ambito della consulenza per la costituzione e la gestione di enti no profit, propone ai visitatori del sito la possibilità di ottenere dei fac simile di atto costitutivo e statuto di associazione culturale, associazione di promozione sociale, onlus, comitato, associazione sportiva dilettantistica.

Questi modelli sono in regola e aggiornati alla disciplina legale e fiscale prevista dal nostro ordinamento in merito agli enti no profit, e alle specifiche normative riguardanti le onlus, le associazioni di promozione sociale e le associazioni sportive dilettantistiche.

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La Responsabilità Civile delle Associazioni Sportive. Il Fatto Illecito.

In tema di responsabilità civile delle associazioni sportive dilettantistiche fondamentale è il richiamo all'articolo 1173 del Codice Civile intitolato "Fonti delle obbligazioni" secondo cui "Le obbligazioni derivano da contratto, atto illecito, o da ogni altro atto o fatto idoneo a produrre in conformità all'ordinamento giuridico".

Responsabilità da fatto illecito

Per le associazione sportive dilettantistiche è fonte di obbligazione l'atto illecito, lesivo di una situazione protetta e produttivo di un danno giuridicamente apprezzabile. Il Codice Civile, all’articolo 2043, recita: “Qualunque fatto doloso o colposo che cagiona ad altri un danno ingiusto, obbliga colui che ha commesso il fatto a risarcire il danno.” Da rilevare che il Codice non individua precisamente l'atto illecito, e questo ha permesso il progressivo allargamento dell'area del danno risarcibile. Il fatto illecito ha vari elementi, che devono essere provati da chi lamenta il danno: il danno ingiusto, il nesso di casualità tra fatto e danno, la condotta omissiva o commissiva che provoca il danno. Quindi, spetta a colui che accusa l'illecito e che agisce per il risarcimento del danno dare la prova della colpa del danneggiate (ad eccezione dei casi di responsabilità oggettiva di seguito decritti, come l'esercizio di attività pericolose e il danno cagionato da cose in custodia).

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Pubblicità e associazioni. Quali sono i limiti ?

Ci si chiede spesso se le associazioni e gli enti no profit in genere, come le associazioni culturali, le onlus e le associazioni sportive, possano pubblicizzare le loro attività tramite volantini, cartelloni, giornali o periodici, siti web, social network o tramite altri mezzi di diffusione.

In merito è necessario precisare che le associazioni sono enti che svolgono attività prevalentemente a favore dei propri soci, e talvolta a favore di terzi non associati. Di conseguenza le attività organizzate dovrebbero essere sempre rivolte agli iscritti. Si deve inoltre notare che la pubblicità è un mezzo tipico degli enti e delle organizzazioni commerciali, che usano i canali pubblicitari per promuovere la vendita dei loro prodotti o servizi.

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