Il Portale delle Associazioni

Consulenza per aprire e gestire Associazioni ed Enti No Profit
a cura dell'avvocato Nicola Ferrante

Condivi con...

Il portale delle associazioni

  • SCARICA EBOOK
    Gestionale e il formulario per associazioni ed enti no profit. Visita la sezione Download ebook
  • SOFTWARE Assimplo ®
    Gestionale online per la tua associazione
  • CONSULENZA
    Per costituire associazioni, onlus, associazioni sportive e altri enti

Esenzione da imposta di bollo per ASD e federazioni sportive

A seguito della Riforma del Terzo Settore, ci si è chiesti se le federazioni sportive e le associazioni sportive riconosciute dal CONI possano giovarsi ancora dell’esenzione da imposta di bollo per atti e documenti. La risposta è affermativa.

In merito al concetto di “atti e documenti”, sono ricomprese in tale categoria le ricevute per indennità, rimborsi spese analitici, rimborsi spese forfettari, richiesti a fronte di somme erogate dalle federazioni sportive e dagli enti di promozione.

Trattandosi di documentazione necessaria ai fini dell’esecuzione dei rimborsi, il loro rilascio è richiesto dalle Federazioni sportive ed enti di promozione sportiva riconosciuti dal CONI.

La disposizione che prevede l’esenzione dall’imposta di bollo, quando fa riferimento alle federazioni sportive ed enti di promozione sportiva riconosciuti dal CONI è applicabile anche nei confronti delle Discipline Sportive Associate.

Fatturazione Elettronica per Associazioni: Obbligo o Esenzione ??

La Manovra Finanziaria relativa all'anno 2018 prevede l’obbligo di fatturazione elettronica, salvo alcuni esenti.

La fattura elettronica è una fattura in formato digitale, da fare secondo standard precisi, da ricevere e trasmettere via sistema di interscambio.

Queste fatture sono quindi prodotte ed archiviate mediante il formato digitale chiamato XML (eXtensible Markup Language), attraverso il quale è consentito controllare il significato degli elementi contenuti all’interno di ogni fattura, verificando se tutte le informazioni prodotte sono conformi alla legge. Controllo che è fatto dal Sistema di Interscambio (SdI). Tale sistema funge anche da postino digitale, perché oltre a verificare la correttezza della fattura, ha il compito di recapitare la fattura al destinatario, indicato su di essa.

L’obbligo di fatturazione elettronica scatta dal 1° Gennaio 2019, con l’unica esclusione delle piccole partite IVA in regime dei minimi o con regime forfettario, operatori sanitari e pochi altri.

In particolare, sono esentati:

• Tutti gli operatori sanitari;
Le società e le associazioni che hanno:
- optato per l’applicazione del regime forfettario di cui alla L.398/1991;
- percepito nell’anno precedente proventi commerciali che non siano superiori al limite di 65.000 euro;
• I soggetti che applicano il regime di vantaggio ai sensi del Decreto Legge n.98/2011;
• I soggetti che applicano il regime forfettario della Legge n.190/2014;
• I soggetti non residenti o stabiliti in Italia che hanno compiuto o ricevuto operazioni relative a cessioni di beni e prestazioni di servizi;
• I produttori agricoli secondo DPR 633/72.

Dalla suddetta lista possiamo quindi evincere che:

1) per le associazione (culturali, ASD, onlus, APS ecc....) che svolgono unicamente attività non commerciale e che operano con il solo codice ficale, l'obbligo della fatturazione elettronica non si pone, dato che non emettono fatture ma solo ricevute;

2) per le associazioni che svolgono in via non prevalente attività commerciale tramite una P IVA, non sussite l'obbligo di emettere fattura elettronica se hanno aderito al regime forfetario e se i loro proventi commerciali sono inferiori a 65.000 euro annui.

 

Trattamento fiscale della cessione, da parte di ASD e SSD, dei diritti alla prestazione sportiva dell’atleta

Le attività rese in diretta attuazione degli scopi istituzionali nei confronti di altre associazioni che svolgono la medesima attività e che per legge, regolamento, atto costitutivo o statuto fanno parte di un’unica organizzazione locale o nazionale, non sono considerate commerciali. È fondamentale che le attività in questione siano ricollegate direttamente all’attuazione degli scopi istituzionali.
La cessione verso corrispettivo del diritto alla prestazione sportiva dell’atleta può considerarsi rientrante nell’ambito delle attività suddette, sempreché l’atleta abbia svolto nell’ambito dell’ASD o SSD non lucrativa cedente un’effettiva attività volta ad apprendere e migliorare la pratica sportiva dilettantistica.
Nel caso in cui tale cessione avvenga nei confronti di un ente sportivo non avente la qualifica di ASD o SSD senza fini di lucro, non potrà rientrare nell’ambito dell’agevolazione e quindi sarà assoggettata ad imposizione.
Qualora invece la cessione ricada nel regime fiscale agevolato previsto dalla L. 398/1991, le plusvalenze derivanti dalla cessione di beni patrimoniali, tra cui quelle relative alle cessioni dei diritti alle prestazioni sportive degli atleti, sono da assoggettare a tassazione in aggiunta al reddito forfettariamente determinato.
Sempre in luogo della L.398/1991, il premio di addestramento e formazione tecnica percepito dalle ASD o SSD non lucrative non concorre alla determinazione del reddito di tali enti.

Conseguenze in caso di tardiva presentazione del Modello EAS

L’invio del modello EAS è finalizzato all’ottenimento delle agevolazioni fiscali previste per le associazioni prive di scopo di lucro.

È obbligatorio inviare il Modello EAS giacché assolve ad un onere dichiarativo: il mancato invio comporta la decadenza dalle agevolazioni in parola.

Nel caso in cui il Modello EAS sia stato inviato tardivamente, oltre non solo i termini ordinari ma anche oltre i termini per beneficiare dell’istituto della c.d. remissione in bonis, l’associazione o SSD senza fini di lucro non potrà godere del regime agevolato in relazione alle attività svolta precedentemente alla data di presentazione del medesimo Modello.

L’ente potrà tuttavia applicare il regime agevolato solo alle attività svolte successivamente alla presentazione del Modello EAS, anche se ricadenti nel medesimo periodo d’imposta in cui avviene la comunicazione.

La custodia delle attrezzature, dei beni ed il ricovero degli animali utilizzati nella pratica sportiva dilettantistica in regime agevolato.

L’articolo 148 comma 3 del TUIR prevede la decommercializzazione ai fini IRES per tutte quelle attività che sono ricollegate alla diretta attuazione degli scopi istituzionali statuiti dall’ente.

Tale qualità deve essere valutata caso per caso, non è possibile generalizzare una regola per tutti gli enti, ma si dovrà osservare ogni singolo rapporto tra associazione, associato e attività. Sarà fondamentale che le prestazioni, i termini e le modalità di attuazione non eccedano quanto è necessario e funzionale per consentire ai tesserati l’effettivo svolgimento dell’attività promossa dall’ente.
Qualora un’associazione necessiti della custodia delle attrezzature e dei beni o del ricovero di animali (es. cavalli), e questi vengano impiegati in diretta attuazione degli scopi istituzionali dello stesso ente, si applicherà il regime agevolato ex articolo 148 comma 3 TUIR.

Sarà tuttavia necessario verificare che tali prestazioni non siano un escamotage per godere le stesse attività a condizioni più vantaggiose in ragione del regime fiscale di favore riservato a tali enti: le attrezzature, i beni e gli animali dovranno essere idonei alla pratica sportiva dilettantistica in base ai parametri definiti dalla Federazione Sportiva Nazionale e dalla Disciplina Sportiva Associata alla quale l’associazione o società sportiva dilettantistica è affiliata. I medesimi parametri potranno essere utilizzati per valutare le ASD o SSD affiliate ad Enti di Promozione Sportiva riconosciuti dal CONI.

La CONI precisa che, nel caso di sport equestri, i cavalli impiegati a fini sportivi sono regolarmente tesserati presso la Federazione Italiana Sport Equestre (FISE).
Nel caso di altri sport, l’identificazione dei criteri per valutare i beni, quali strumenti di attuazione delle attività istituzionalmente statuite dall’ente, spetterà alla Federazione Sportiva affiliante. Qualora la Federazione Sportiva Nazionale e Disciplina Sportiva Associata identifichi univocamente che la custodia di attrezzature o beni e ricovero di animali in esame sia idonea ai parametri sopradetti, potrà riconoscersi il vincolo della diretta attuazione di tali attività con gli scopi istituzionali dell’ ASD o SSD senza fini di lucro.

Promozione della pratica dell’attività sportiva dilettantistica

L’associazione sportiva dilettantistica, per essere conosciuta e per promuovere le proprie attività, può utilizzare mezzi pubblicitari quali cartellonistica stradale o altre forme di messaggio dirette al pubblico e a possibili nuovi associati. Per invogliare l’iscrizione di nuovi soci, è possibile anche che l’ASD stipuli convenzioni con società di credito al consumo per agevolare le modalità di pagamento delle quote associative.
Questi mezzi, tuttavia, potrebbero far sorgere dubbi sulla qualità non commerciale delle attività associative.

In merito si ritiene che tali elementi, singolarmente presi, non bastino a qualificare le attività come commerciali. 

È bene però considerare anche gli elementi fattuali che possono succedere a tali mezzi: se alla promozione seguono attività svolte dall’associazione e qualificabili come commerciali, proprie degli operatori del mercato, allora non sarà possibile inglobarle nelle attività prive di scopo di lucro tipiche del sodalizio associazionistico, andando così incontro ad un regime fiscale pieno e non più agevolato.

Le attività di promozione, quindi, non contrastano con la fruizione del regime agevolato riservato alle associazioni sportive dilettantistiche senza scopo di lucro fintanto che non viene dimostrata la loro implicazione con attività commerciali.

Violazioni degli obblighi statutari concernenti la democraticità del rapporto associativo

La democraticità è un elemento fondamentale che caratterizza l’associazione quale ente non lucrativo a carattere solidaristico. Ciò implica un rapporto effettivo degli associati fra loro e all’interno dell’associazione, la non temporaneità di tale rapporto e il diritto di poter partecipare attivamente alla vita dell’ente mediante le votazioni inerenti all’eleggibilità degli organi amministrativi, all’approvazione e alla modifica dello statuto e dei regolamenti, ecc… Ogni associato ha un voto singolo e la sovranità appartiene all’assemblea dei soci.
L’effettività del rapporto associativo costituisce quindi presupposto essenziale per il riconoscimento alle associazioni dei benefici fiscali previsti dalla vigente normativa. Il requisito della democraticità richiede una valutazione da effettuare, caso per caso, della corrispondenza fra le previsioni statutarie e le concrete modalità operative dell’associazione.
La clausola della democraticità s’intende violata quando le specifiche azioni od omissioni da parte dell’associazione rendano sistematicamente inapplicabile la predetta disposizione statutaria.
Esempi di tale comportamento possono essere:
- La mancanza assoluta di forme di comunicazione idonee ad informare gli associati delle convocazioni assembleari e delle decisioni degli organi associati;
- La presenza di diverse quote associative alle quali corrisponda una differente posizione del socio in termini di diritti e prerogative, rispetto alla reale fruizione e godimento di determinati beni e servizi;
- L’esercizio limitato del diritto di voto (presenza di associati privilegiati) in relazione alle deliberazioni inerenti l’approvazione del bilancio, le modifiche statutarie, l’approvazione dei regolamenti, la nomina di cariche direttive ecc…
In tali ipotesi, poiché è disattesa la democraticità dell’ente, si ritiene che l’associazione decada dai benefici subordinati all’osservanza di tale clausola.

Sottocategorie

gestionale associazioni no profit

Contatta l'esperto



Fai click nel quadratino sottostante, di fianco la scritta "Non sono un robot"

 

Come il 90% dei siti web, utilizziamo i cookie per aiutarci a migliorare il sito e per darti una migliore esperienza di navigazione.
La direttiva UE ci impone di farlo notare, ecco il perché di questo fastidioso pop-up. Privacy policy