Il Portale delle Associazioni

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a cura dell'avvocato Nicola Ferrante

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Il regime fiscale degli Enti del Terzo Settore e le imposte sui redditi in base alla nuova disciplina

Il presupposto oggettivo dell’imposta sul reddito è il possesso di redditi.

Il reddito dell’associazione non va confuso con il suo patrimonio: il patrimonio è l’insieme delle attività dell’ente e delle passività, mentre il reddito è il flusso di ricchezza pervenuto all’ente in un determinato periodo di tempo.

Le attività elencate all’articolo 5 del Codice del Terzo Settore si considerano non commerciali quando sono di interesse generale e svolte a titolo gratuito o dietro versamento di corrispettivi che non superano i costi effettivi, tenuto anche conto degli apporti economici degli enti interessati e salvo eventuali importi di partecipazione alla spesa previsti dall’ordinamento.

Il Codice inoltre indica all’articolo 79 le altre caratteristiche che qualificano le attività di un ente come non commerciali.

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Disciplina fiscale degli Enti del Terzo Settore

In attesa dell’istituzione del Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS), continuano ad applicarsi le disposizioni previgenti.

S’impone alle organizzazioni non lucrative di utilità sociale (ONLUS), al fine del godimento della particolare disciplina tributaria di favore, la presenza di un ordinamento democratico, garantito dall’esclusione di ogni forma di partecipazione temporanea alla vita associativa e dalla previsione, per gli associati partecipanti maggiori d’età, del diritto di voto, al fine di consentire il controllo più ampio possibile, da parte dei soggetti interessati, sull’attività dell’organizzazione, sul suo effettivo svolgimento e sul rispetto degli obblighi di legge.

 

Le associazioni:
1) Politiche, sindacali o di categoria;
2) Religiose;
3) Assistenziali;
4) Culturali;
5) Sportive dilettantistiche;
6) Di promozione sociale;
7) Di formazione extra-scolastica della persona

al fine di beneficiare della normativa tributaria di favore, devono, tra gli altri adempimenti, conformarsi alle seguenti clausole, riguardanti l’organo amministrativo e il rapporto associativo, da inserire nei relativi atti costitutivi o statuti, redatti nella forma dell’atto pubblico o della scrittura privata autenticata o registrata:

  • Disciplina uniforme del rapporto associativo e delle modalità associative volte a garantire l’effettività del rapporto medesimo, escludendo espressamente la temporaneità della partecipazione alla vita associativa;
  • Previsione per gli associati o partecipanti maggiori d’età del diritto di voto per l’approvazione e le modificazioni dello statuto e dei regolamenti e per la nomina degli organi direttivi dell’associazione;
  • Eleggibilità libera degli organi amministrativi;
  • Principio del voto singolo;
  • Sovranità dell’assemblea dei soci, associati o partecipanti;
  • Criteri di ammissione ed esclusione dei soci, associati o partecipanti;
  • Criteri e idonee forme di pubblicità delle convocazioni assembleari, delle relative deliberazioni, dei bilanci o rendiconto.

 

Per quanto riguarda le Onlus, gli enti associativi e le associazioni sportive dilettantistiche, la normativa tributaria detta norme che, pur valevoli ai fini fiscali, esercitano la loro influenza anche ai fini civilistici.

La L.289/2002 stabilisce che, al fine della qualificazione giuridica di associazioni sportive dilettantistiche (asd) e al fine di beneficiare delle agevolazioni fiscali in favore dello sport dilettantistico, l’ente deve inserire nell’atto costitutivo e nello statuto:

  • Il rispetto del principio di democraticità interna;
  • Il divieto per gli amministratori di ricoprire cariche sociali in altre ssd o asd nell’ambito della medesima disciplina;
  • Gratuità degli incarichi degli amministratori.

Gli associati delle associazioni del Terzo Settore

Si costituisce un’associazione ad opera dei soci fondatori, che possono indicare nello statuto, rispettando fini istituzionali dell’ente, i requisiti necessari per l’ammissione a socio.

Possono far parte dell’associazione tutti coloro che facciano richiesta scritta al Consiglio Direttivo, dichiarando di:

  • Essere informati circa lo stato delle strutture, degli impianti e delle attrezzature, per gli specifici impieghi ai quali sono destinati;
  • Accettare -senza riserve- lo statuto, le attività, le finalità e il metodo dell’associazione;
  • Voler partecipare alla vita associativa;
  • Conoscere e accettare anche lo statuto e le norme prescritte dalle federazioni e dalle associazioni alle quali l’associazione medesima è affiliata o associata.

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Gli organi delle associazioni del Terzo Settore: l’organo di controllo

Nelle associazioni più piccole l’organo di controllo è il collegio sindacale; nelle associazioni più grandi deve essere invece presente la figura del revisore.

Lo statuto dell’associazione specifica i compiti del collegio sindacale, quali:

  • Verifica la gestione contabile;
  • Verifica la gestione della cassa;
  • Verifica il riscontro tra le scritture contabili e la normativa in vigore. 

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Gli organi delle associazioni del Terzo Settore: l’assemblea dei soci

Il Codice del Terzo Settore stabilisce degli obblighi a carico degli enti del Terzo Settore, il cui adempimento ha la finalità di assicurare una gestione dell’ente trasparente.

Gli organi facenti parte dell’associazione sono:

• L’organo sovrano, cioè l’assemblea dei soci;
• L’organo amministrativo, cioè l’amministratore unico o il Consiglio Direttivo;
• L’organo di controllo.

L’assemblea degli associati
Gli associati hanno pari diritti e doveri, ogni socio maggiore di età è titolare di un voto per le delibere di approvazione o di modifica dello statuto e dei regolamenti, nonché per la nomina degli organi direttivi.

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Gli organi delle associazioni del Terzo Settore: l’organo amministrativo

È essenziale che all’interno di un’associazione ci siano una o più persone che amministrino il patrimonio o fondo comune e che gestiscano l’ente.

Tali compiti possono essere svolti o da un organo individuale, se si tratta di amministratore unico, oppure dal Consiglio Direttivo o Consiglio di Amministrazione, se si tratta di più persone riunite.

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La nuova disciplina prevista dal Codice del Terzo Settore in tema di scritture contabili, bilanci, relazione di missione e bilancio sociale

Gli Enti del Terzo Settore sono organizzazioni costituite con finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale che, senza scopo di lucro, promuovono e realizzano attività d'interesse generale anche tramite produzione e scambio di beni e servizi, in coerenza con le finalità stabilite nei rispettivi statuti o atti costitutivi. 

Gli Enti del Terzo Settore devono redigere il bilancio di esercizio formato:

  • dallo stato patrimoniale;
  • dal rendiconto finanziario, con l’indicazione dei proventi e degli oneri dell’ente
  • dalla relazione di missione, che illustra le poste di bilancio, l’andamento economico e finanziario dell’ente e le modalità di perseguimento delle finalità statutarie.

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