Il Portale delle Associazioni

Consulenza per aprire e gestire Associazioni ed Enti No Profit
a cura dell'avvocato Nicola Ferrante

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Agevolazioni per Sponsorizzazioni e Pubblicità a Favore di Associazioni Sportive

L’art 90, comma 8, della legge 27 dicembre 2002, n. 289 prevede che i corrispettivi in denaro o in natura erogati in favore di società, associazioni sportive dilettantistiche, fondazioni costituite da istituzioni scolastiche, nonché associazioni scolastiche che svolgono attività nei settori giovanili riconosciuti dalle Federazioni sportive nazionali o da Enti di promozione sportiva, non superiori all’importo annuo di 200.000 euro, costituiscono per il soggetto erogante “spese di pubblicità”.

Una volta verificata l’esistenza e la realtà delle sponsorizzazioni, nonché la controprestazione eseguita dalla società o associazione sportiva, le spese sostenute devono essere considerate, entro il limite annuo di 200.000 euro, spese di pubblicità deducibili dal reddito d’impresa nell’esercizio in cui sono sostenute o in quote costanti nell’esercizio stesso e nei quattro successivi. In estrema sintesi queste sono le conclusioni desumibili dalle più recenti sentenze delle Corti di merito sull’annoso e dibattuto tema della deducibilità o meno delle spese mdi sponsorizzazione. Una volta verificato il requisito dei 200.000 euro annui le Commissioni di merito non hanno dovuto fare nient’altro che richiamare, più o meno testualmente, tale legge.

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Contenuto e Forma del Contratto di Sponsorizzazione nelle Associazioni Sportive Dilettantistiche

Nella stipulazione dei singoli contratti di sponsorizzazioni, le clausole che trovano la loro fonte nella libera scelta delle parti sono integrate, specialmente per quanto riguarda le manifestazioni sportive, da eventuali disposizioni emanate dagli organi delle diverse Federazioni di settore. Appare opportuno che il contratto di sponsorizzazione nelle A.S.D è opportuno che sia stipulato in forma scritta, assicurando questa forma maggiore certezza ai fini della prova.

Il contenuto minimo di un contratto di sponsorizzazione deve prevedere:

  • Indicazione delle parti che sottoscrivono l’accordo;
  • Descrizione particolare del segno distintivo da diffondere;
  • Elencazione degli obblighi pubblicitari che gravano sul soggetto sponsorizzato;
  • Corrispettivo economico;
  • Modalità di pagamento;
  • Durata del contratto;
  • Possibilità di rinnovo;
  • Foro competente in caso di controversie;
  • Eventuale arbitrato in caso di controversie.

Eventuali ulteriori pattuizioni finalizzate aa migliorare il rapporto tra le parti possono essere aggiunte.

In conclusione si può dire che la redazione del contratto costituisce certamente uno dei momenti più delicati dell’intera operazione di sponsorizzazione nell’area sportiva.

Sul tema leggi anche l'articolo  Il Contratto di Sponsorizzazione nelle ASD

Il Contratto di Sponsorizzazione nelle Associazioni Sportive Dilettantistiche

Il contratto di sponsorizzazione è un contratto atipico quindi non disciplinato dal codice civile e va ricondotto nella fattispecie della vasta categoria dei contratti di pubblicità.

A differenza di quest’ultimi nella sponsorizzazione le società sportive cedono all’azienda sponsor il diritto di abbinare il proprio marchio o il proprio prodotto alla manifestazione, evento o impresa sportiva realizzata, in maniera tale che quest’ultima possa sfruttarne il richiamo e la notorietà presso il pubblico, per comunicare un immagine forte e positiva del proprio marchio e amplificare cosi, in maniera indiretta, le vendite.

Caratteristiche tipiche della sponsorizzazione sono:

  • Rapporto di stretta connessione tra l’evento sportivo e la promozione di un nome o di un marchio.
  • L’attività di promozione avviene tramite l’abbigliamento sportivo degli atleti (sponsor sulle maglie, borse ecc.).
  • L’Iva da versare sui proventi è pari al 50% (dal 1° gennaio 2015) dell’importo Iva indicato in fattura in regime di l. n. 398/1991).

Il contratto di sponsorizzazione deve rispettare dei specifici requisiti che la dottrina ha individuato con sufficiente precisione. Il contratto di sponsorizzazione è un contratto a prestazioni corrispettive e a carattere oneroso. Non è ipotizzabile quindi un contratto di sponsorizzazione a carattere gratuito in cui il soggetto sponsorizzato (la società sportiva) cede all’azienda sponsor i diritti di abbinamento del proprio marchio, senza la corrispondente richiesta di una somma di danaro o di un’utilità economica (anche sotto altre forme, come beni o servizi prodotti dall’azienda sponsor). La caratteristica del contratto di sponsorizzazione è la sinallagmaticità (reciprocità tra lo sponsor e il soggetto sponsorizzato).

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Iscrizione delle Associazioni Professionali nei Registri del Ministero dello Sviluppo Economico

Requisito indispensabile per l’iscrizione all’elenco tenuto dal Ministero dello Sviluppo Economico è la natura dell’attività svolta dai professionisti aderenti all’associazione.

Difatti secondo il comma 1 della legge 4/2013, integrata dalla legge 11 gennaio 2018, possono essere costituite associazioni per l’iscrizione nell’elenco con riferimento a professioni rivolte alla prestazione di servizi e opere, esercitate abitualmente o prevalentemente mediante lavoro intellettuale o con il concorso di questo. Vengono escluse le attività riservate per legge a soggetti iscritti in appositi albi o elenchi, le professioni sanitarie e relative attività tipiche o riservate per legge e le attività e dei mestieri artigianali, commerciali e di pubblico esercizio disciplinati da specifiche norme.

In caso di dubbio sulla natura delle attività si richiede un parere alle autorità pubbliche competenti in materia al fine di evitare “sovraesposizioni” con le professioni “regolamentate”. A tale proposito devono considerarsi assimilate alle professioni riservate quelle attività professionali per le quali è prevista la presenza di requisiti obbligatori e di una pubblica autorità che ne controlla la presenza. Per le attività che la legge stabilisce dei requisiti obbligatori ma non è prevista un autorità pubblica che ne controlli il rispetto si applica la legge 4/2013 purché il requisiti minimi di iscrizione alle relative associazioni coincidano con quelli previsti dalla legge stessa.

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Assimplo Gestionale per Associazioni

Assimplo è il gestionale in cloud per gestire la tua associazione in modo semplice ed efficacie. E’ stato pensato per diminuire al massimo i passaggi necessari per compilare le operazioni desiderate.

E un unico strumento per varie possibilità di utilizzo che consente una corretta gestione dell’associazione riguardo i profili amministrativi, fiscali e organizzativi. Con il gestionale Assimplo potrai tenere i conti sotto controllo tramite appositi fogli cassa elettronici ed eseguire il bilancio della tua associazione, con semplicità e in modo compatibile con la normativa italiana vigente.

Assimplo gestionale per associazioni comprende la gestione e creazione dei documenti tramite comodi modelli preimpostati e modificabili, quali: assemblea ordinaria, verbale del consiglio direttivo, approvazione del rendiconto contabile, economico e finanziario, e molto altro.

Punto di forza è il costo, molto concorrenziale. Ogni licenza ha le stesse funzionalità, il prezzo varia in base al numero dei soci e alle dimensioni dell’associazione.

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Costituzione Associazioni Professionali e di Categoria non Organizzate in Ordini e Collegi

La legge n. 4 del 14 gennaio 2013, nel rispetto della Costituzione Italiana e dei principi dell’Unione Europea in materia di concorrenza e di libertà di circolazione, disciplina le professioni non organizzate in ordini o collegi. Ai fini di suddetta legge per professione organizzata in ordini e collegi, si intende l’attività economica, anche organizzata, volta alla prestazione di servizi o di opere a favore di terzi, esercitata abitualmente e prevalentemente mediante lavoro intellettuale, o comunque con il concorso di questo, con esclusione delle attività riservate per legge a soggetti iscritti in albi o elenchi ai sensi dell’art 2229 del codice civile “Esercizio delle professioni intellettuali”, delle professioni sanitarie e delle attività e dei mestieri artigianali, commerciali e di pubblico esercizio disciplinati da specifiche normative.

L’esercizio della professione deve essere libero e fondato sull’autonomia, sulle competenze e sull’indipendenza di giudizio intellettuale e tecnica, nel rispetto dei principi di buona fede, dell’affidamento del pubblico e della clientela, della correttezza, dell’ampliamento e della specializzazione dell’offerta dei servizi, della responsabilità del professionista. La professione è esercitata in forma individuale, in forma associata, societaria, cooperativa o nella forma del lavoro dipendente.

Coloro che esercitano la professione possono costituire associazioni a carattere professionale di natura privatistica, fondate su base volontaria, senza alcun vincolo di rappresentanza esclusiva, con il fine di valorizzare le competenze degli associati e garantire il rispetto delle regole deontologiche, agevolando la scelta e la tutela degli utenti nel rispetto delle regole sulla concorrenza.

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Il Bilancio degli Enti del Terzo Settore

Gli adempimenti degli ETS variano in base alle entrate annuali. In particolar modo gli ETS con ricavi proventi, rendite o entrate comunque denominate:

– inferiori a 100.000 (centomila) euro, devono redigere un rendiconto di cassa (entrate e uscite) da depositare presso il registro unico del terzo settore;

– superiori a 100.000 (centomila) euro, devono redigere un rendiconto di cassa (entrate e uscite) da depositare presso il Registro Unico del Terzo Settore e devono pubblicare annualmente e tenere aggiornati nel proprio sito internet gli eventuali emolumenti, compensi o corrispettivi a qualsiasi titolo attribuiti ai componenti degli organi di amministrazione e controllo, ai dirigenti nonché agli associati;

– superiori a 220.000 (duecentomila) euro, devono redigere il bilancio di esercizio (stato patrimoniale, rendiconto finanziario e relazione di missione) da depositare presso il Registro Unico del Terzo Settore e devono pubblicare annualmente e tenere aggiornati nel proprio sito internet gli eventuali emolumenti, compensi o corrispettivi a qualsiasi titolo attribuiti ai componenti degli organi di amministrazione e controllo, ai dirigenti nonché agli associati;

– superiori a 1.000.000 (un milione) di euro, devono redigere il bilancio di esercizio (stato patrimoniale, rendiconto finanziario e relazione di missione), il bilancio sociale (seguendo le linee guida ministeriali) da pubblicare nel proprio sito internet e depositarlo nel Registro Unico del Terzo Settore e devono pubblicare annualmente e tenere aggiornati nel proprio sito internet gli eventuali emolumenti, compensi o corrispettivi a qualsiasi titolo attribuiti ai componenti degli organi di amministrazione e controllo, ai dirigenti nonché agli associati.

I rendiconti e i bilanci devono essere depositati entro 30 giorni dalla loro approvazione o dal termine del periodo di riferimento all’interno del Registro Unico del Terzo Settore.

Per tutti gli ETS sussiste il divieto di distribuire gli utili, ad esclusione delle Imprese Sociali che hanno invece limiti molto stringenti di divisione degli utili.

Sottocategorie

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