Il Portale delle Associazioni

Consulenza per aprire e gestire Associazioni ed Enti No Profit
a cura dell'avvocato Nicola Ferrante

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Problemi nella Gestione e nella Vita dell'Associazione.

All’interno degli enti associativi sono spesso frequenti problematiche organizzative, scontri tra soci e membri del consiglio direttivo, che riguardano l’organizzazione dell’ente e delle assemblee, la gestione economica, il potere di prendere determinate decisioni, l’accessibilità di alcuni atti, o casi di abusi perpetrarti dal presidente o dai consiglieri.

Per risolvere tali casi consigliamo questi punti di riferimento:

  1. l’atto costitutivo, lo statuto e i regolamenti, sono i testi che disciplinano l’associazione e che stabiliscono i diritti e doveri dei soci, regolano le procedure organizzative, determinano i poteri degli organi associativi. In caso di dubbio bisogna quindi verificare le disposizioni contenute in questi documenti;
  2. il Codice Civile, agli articolo 14 – 42, disciplina gli enti associativi e quindi può essere un’importante fonte di chiarimenti. Per la normativa fiscale, il riferimento è la legge fiscale (TUIR), agli articoli 143-150;
  3. l’assemblea dei soci è sempre sovrana. Quindi può essere indetta, anche su richiesta degli associati, per prendere determinate decisioni o risolvere alcune problematiche;
  4. nei casi più gravi, come abuso di potere e cattiva gestione economica, può essere opportuno rivolgersi all’autorità giudiziaria.

Informazioni sul Modello EAS

Il modello EAS è un modello che l’associazione neo costituita dovrà inviare all’Agenzia delle Entrate, entro 60 giorni dalla sua costituzione. E’ praticamente un modulo di conferma dei requisiti di non commercialità e di democraticità dell’ente associativo. La presentazione di tale modello, che va effettuata in via telematica tramite Fisconline, Entratel o tramite intermediari abilitati a Entratel, è fondamentale per godere dei benefici fiscali previsti dal nostro ordinamento a favore degli enti no profit.

ll modello EAS dovrà essere nuovamente presentato nel caso vengano modificati i dati precedentemente comunicati. La nuova presentazione va effettuata entro il 31 marzo dell’anno successivo a quello in cui si è verificata la variazione.

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Il Frutto Avvelenato della Riforma del Terzo Settore

La Riforma del terzo settore penalizza la maggior parte delle associazioni

E’ indubbio che, riguardo gli enti associativi, di vitale importanza sia la disciplina fiscale. Fino ad oggi gli enti no profit godevano di varie agevolazioni fiscali. La più rilevante era prevista dall’articolo 148, comma 3, del TUIR ( Testo Unico delle Imposte sui Redditi) secondo cui “Per le associazioni politiche, sindacali e di categoria, religiose, assistenziali, culturali, sportive dilettantistiche, di promozione sociale e di formazione extra-scolastica della persona, non si considerano commerciali le attivita' svolte in diretta attuazione degli scopi istituzionali, effettuate verso pagamento di corrispettivi specifici nei confronti degli iscritti, associati o partecipanti …..omissis….”. Cioè, un’associazione poteva chiedere ai soci un corrispettivo (di entità variabile) per la partecipazione alle attività istituzionali e, dato che l’attività era ritenuta non commerciale, il corrispettivo non veniva tassato. Questo, fermo restando tutti i vincoli imposti a tali enti, compreso quello di rendicontazione, divieto di distribuzione degli utili e democraticità della struttura associativa.

Tale assetto, che non escludeva avanzi di gestione sulle attività a pagamento a favore degli associati, permetteva ad una miriade di associazioni di svolgere attività culturali, ricreative, di promozione del territorio, di aiuto sociale e socio-sanitario. Iniziative che non sarebbero mai state attivate tramite enti commerciali, a causa dell’alta tassazione e dei gravosi adempimenti di gestione.

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Riforma del Terzo Settore. Quando Entra in Vigore ?

E’ stata recentemente approvata, tramite la legge del 6 giugno 2016 n. 106, la riforma del terzo settore. Si tratta di un testo legislativo che ristruttura radicalmente tutto il precedente impianto normativo sugli enti no profit, dando vita ad enti giuridici del tutto nuovi, cancellando alcune tipologie associative fino ad oggi molto comuni, normando alcuni aspetti legali, fiscali e gestionali in precedenza non definiti, ed in generale razionalizzando l’intero sistema legislativo in materia.

Il decreto legislativo che apporva il Codice per il Terzo Settore è il n. 117 del 3 luglio 2017.

Con decreto legislativo n. 112 del 3 luglio 2017 è stata approvata le revisione della disciplina in materia di Impresa Sociale.

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Un'associazione può Assumere Terzi non Soci ?

Un qualsiasi ente no profit può sempre assumere terzi non associati o collaborare con loro nell’ambito dello svolgimento dell’attività associativa. Se si tratta di titolari di P Iva, questi emetteranno fattura a carico dell’associazione. Diversamente, sarà necessario instaurare un rapporto di collaborazione\lavoro, tramite un inquadramento contrattuale e previdenziale. A riguardo potrà essere utile il parere di un consulente del lavoro.

Naturalmente quanto sopra precisato non riguarda il lavoro volontario, non retribuito o che prevede un semplice rimborso spese.

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Associazioni: ricevuta o fattura ?

Un’associazione è, di base, sempre un ente non commerciale. Questo significa che la sua attività istituzionale, svolta a favore degli associati, non è tassata. Ad esempio, l’attività istituzionale di un’associazione culturale sono i corsi e le lezioni, di un’associazione sportiva è l’attività sportiva, di una onlus è l’attività sociale a favore di soggetti svantaggiati ecc…..

Questa attività può essere svolta nei confronti degli associati anche a pagamento. Su tali introiti l’associazione non deve pagare alcuna tassa ed emette una semplice ricevuta non fiscale, tramite il proprio codice fiscale. Questo vale anche per le quote associative annuali pagate dagli associati.

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Conviene Costituire un'Associazione Riconosciuta ?

Sono in molti a pensare che per costituire un’associazione riconosciuta sia sufficiente che l’atto costitutivo e lo statuto sia preparati da un notaio, e quindi con atto notarile. Invece non è così, dato che la procedura è ben più articolata ed onerosa:

  • è necessario che gli atti siano stipulati tramite atto notariale;
  • è inoltre indispensabile conferire nel patrimonio associativo un’ingente somma di denaro, solitamente 30.000 – 40.000 euro;
  • infine è necessario presentare la domanda di riconoscimento presso la prefettura competente

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