Il Portale delle Associazioni

Consulenza per aprire e gestire Associazioni ed Enti No Profit
a cura dell'avvocato Nicola Ferrante

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Raccoglie gli articoli sulle associazioni di promozione sociale e  sui circoli culturali e ricreativi

Scopri la nostra consulenza per costituire circoli

Un circolo si costituisce senza alcuna autorizzazione di pubblica sicurezza e senza alcun permesso o autorizzazione di qualsiasi altra autorità pubblica. Il circolo può sempre indire riunioni alle quali siano ammessi oltre i soci anche altri cittadini non soci. Inoltre al circolo è garantita la più ampia libertà di pensiero e di propaganda attraverso il mezzo scritto e qualsiasi altro mezzo di diffusione.

Per i circoli che vogliono somministrare alimenti e bevande a favore dei soci, vale la disciplina di cui alla legge 287/91, che si applica anche agli spacci interni delle associazioni.  Inoltre, devono dotarsi della relativa autorizzazione comunale, ai sensi dell’art. 86 c. 2 del TULPS,  concessa dal sindaco in base all’esame di alcuni requisiti di tipo urbanistico\edilizio e sanitario, riferiti alla sede sociale.  

L'autorizzazione comunale per la somministrazione di alimenti e bevande si sostanzia come un atto dovuto. Il rilascio di questa autorizzazione è infatti subordinato unicamente al possesso, da parte del richiedente, dei seguenti requisiti:

  • la produzione del certificato penale e carichi pendenti del presidente dell’associazione;
  • le autorizzazioni igienico sanitarie per i locali (rilasciata dall'Asl di competenza) e per i soggetti addetti alla produzione e alla vendita di sostanze alimentari e bevande;
  • la presenza dei requisiti di sorvegliabilità del locale secondo le disposizioni emanate dal Ministro dell’Interno;
  • la conformità della destinazione d’uso degli immobili in cui si intende esercitare l’attività di somministrazione (non possono essere utilizzati come circolo locali destinati ad uso abitativo);

L’associazione deve presentare domanda di autorizzazione ai competenti uffici comunali. La domanda si sostanzia in una denuncia di inizio attività, in cui si attesta la sussistenza dei presupposti previsti dalla legge. Il legale rappresentante dell’associazione dovrà dichiarare:

  • l’ente di promozione a cui l’associazione è affiliata;
  • il tipo di attività che il circolo intende svolgere;
  • la sede e la superficie dei locali del circolo associativo;
  • il rispetto delle condizioni previste dall’art 148 del D.P.R. 917/1986;
  • che il locale dove viene esercitata la somministrazione è conforme alle norme in materia edilizia, igienico sanitaria e ai criteri di sicurezza imposti dal Ministero dell’Interno ai sensi della legge 25.08.1991 n. 287.

Presentata la denuncia di inizio attività, con tutta la documentazione necessaria, il Comune provvederà a trasmetterla alla ASL competente per il rilascio del parere di idoneità sanitaria. Dalla presentazione della denuncia il Comune ha un termine perentorio di 60 giorni per concedere l’autorizzazione o per negarla. Decorso tale termine senza una formale comunicazione di diniego, l’autorizzazione si intende concessa. L’eventuale diniego dovrà invece essere motivato e potrà essere oggetto di impugnazione al TAR regionale.

Il sindaco che rilascia la licenza potrà fissare delle prescrizioni a cui l'associazione dovrà attenersi, come l'obbligo di chiusura ad una determinata ora, il divieto di vendita per asporto, il divieto di accesso dalla pubblica via ai locali di somministrazione.

Altre prescrizioni riguardano i requisiti di sorvegliabilità dei locali:

  • i locali non devono avere accesso diretto a strade, piazze o altri luoghi pubblici (ma spesso è sufficiente che ci sia una doppia porta d’accesso);
  • all’esterno dei locali non possono essere apposte insegne, targhe o altre indicazioni che pubblicizzino l’attività del circolo.

Da rilevare che quando la somministrazione di alimenti e bevande è svolta direttamente dal circolo non è necessaria l’iscrizione al REC presso la camera di commercio.

Oltre alla somministrazione di alimenti e bevande, nel circolo è possibile organizzare attività di intrattenimento, quali, musica, rappresentazioni teatrali e cinematografiche, feste, scuole di ballo, concerti ecc….. Per svolgere tali attività è necessario il rispetto della normativa sui pagamenti dei diritti d’autore (SIAE) e degli oneri assistenziali e previdenziali per gli artisti retribuiti (ENPALS). Inoltre sono necessarie:

  • la licenza per pubblici intrattenimenti;
  • la licenza per rappresentazioni teatrali e cinematografiche, accademie, feste da ballo e altri simili spettacolo;
  • la licenza di agibilità per teatri o luoghi di pubblico spettacolo.

Riguarda invece le prescrizioni per la sicurezza nei locali di pubblico spettacolo (art 84. Legge P.S.) e le relative autorizzazioni di pubblica sicurezza, queste non sono applicabili ai circoli se rispettano le seguenti caratteristiche:

  • se sono riservate ai soci e con capienza inferiori a 100 posti, in tal caso devono dotarsi unicamente del certificato di agibilità rilasciato dall'amministrazione comunale;
  • se riservati ai soli soci, ma con capienza superiore 100 posti, devono dotarsi del certificato di prevenzione incendi rilasciato dal comando provinciale dei vigili del fuoco.

Sono inoltre possibili lo svolgimento di giochi leciti e carte da tavolo, giochi elettronici e biliardi e biliardini, sempre previa autorizzazione comunale e l'organizzazione di lotterie, tombole, pesche di beneficenza, per finanziare l'associazione, previa comunicazione  al prefetto e al sindaco.

avv. Nicola Ferrante (aggiornato a marzo 2017)

NB: il nostro studio offre una consulenza completa per la costituzione di circoli su tutto il territorio nazionale, anche grazie ad una specifica convenzione con il maggiore ente di promozione sociale presente in Italia. Per ulteriori informazioni visita questa pagina o contatta lo studio tramite la mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.  o il modulo di contatto sottostante.

Nota: si percisa che gli articoli pubblicati in questo sito sono da considerarsi un riassunto, a mero titolo informativo, della più ampia e organica normativa sugli enti no profit. Lo studio non è in alcun modo responsabile dell'uso improprio di tali informazioni. Gli articoli sono protetti dalla legge sul diritto d'autore, e non possono in alcun modo essere utilizzati o riprodotti senza specifica autorizzazione dell'autore.

Scopri la nostra consulenza per aprire un circolo

Una circolo si basa sulla struttura di una normale associazione (solitamente ludico-culturale), che in concreto è  un gruppo di persone che, in base a delle regole da loro stabilite e servendosi di una stabile organizzazione (non professionale), decide di perseguire una scopo comune, solitamente altruistico o a beneficio della collettività.

La caratteristica principale dei circoli è che solitamente hanno una sede dove gli associati possono ritrovarsi per svolgere le attività comuni. Spesso questa sede è provvista anche di un bar o di un punto ristoro, sempre per i soci.

Questi sono i passaggi necessari per costituire di un circolo:

  • determinare lo scopo del circolo (culturale, sportivo, di promozione, solidaristico ecc...), e la sua attività specifica. E' necessario prevedere almeno 3 soci fondatori, che formeranno il primo Consiglio Direttivo;
  • preparare, in duplice copia originale, atto costitutivo e statuto del circolo, necessari per creare il circolo, inserendo tutti i requisiti e gli articoli previsti dalla Codice Civile e dalla legge fiscale (TUIR). In merito, leggi gli articoli di questa sezione;
  • recarsi all'Agenzia delle Entrate per la registrazione del circolo (indispensabile per ottenere i benefici fiscali previsti dal nostro ordinamento). E' necessario richiedere l'attribuzione del Codice Fiscale, pagare la tassa di registro, acquistare i bolli da applicare agli atti,  ed infine presentare l’atto costitutivo e lo statuto in duplice copia (la procedura è quella di “registrazione atti privati”).
  • affiliare il circolo ad un ente di promozione sociale a carattere nazionale. Solo con tale affiliazione il circolo potrà svolgere determinate attività, quale la somministrazione di alimenti e bevande ai soci, godendo dei benefici fiscali previsti dalla legge. Una volta che l’associazione sarà affiliata, avete terminato la procedura per creare un circolo. 

Quindi, per costituire un circolo non è necessario una atto notarile, e non è nemmeno necessario il riconoscimento governativo, che implica una procedura lunga e costosa. Infatti, la stragrande maggioranza delle associazioni e degli altri enti no profit non è riconosciuta.

Come in tutte le associazioni, il circolo viene gestito e amministrato dai seguenti organi:

  • il Consiglio Direttivo, eletto dall'assemblea, che è l'organo esecutivo dell'associazione e prende le decisioni inerenti all'organizzazione e all'attività;
  • il Presidente, eletto dall'assemblea dei soci, che dirige l'ente e lo rappresenta anche in giudizio, presiede il Consiglio Direttivo e ne attua le decisioni;
  • l'Assemblea dei Soci, che si riunisce annualmente per approvare il bilancio sociale e il programma annuale delle attività e decide su quanto sottoposto alla sua attenzione dal Consiglio Direttivo. Inoltre, alla scadenza dei rispettivi mandati elegge gli organi dell'associazione. Solo l'assemblea può deliberare sulle modificazioni dello statuto e sullo scioglimento dell’associazione

La differenza con le semplici associazioni e che nella sede (cioè nella sede del circolo) è possibile gestire un bar che somministri alimenti e bevande, comunque riservato esclusivamente ai soli soci tesserati e previa autorizzazione da parte del comune. I proventi derivati da tali attività non sono considerate di natura commerciale, quindi non sono fiscalmente imponibili. Questa agevolazione è concessa solo nel caso in cui il circolo sia affiliato a un ente di promozione sociale a carattere nazionale.

In merito, si evidenzia che l'attività principale del circolo non può mai ridursi alla sola somministrazione di bevande, ma deve consistere nell'attività prevista nello statuto (culturale, ricreativa, sportiva ecc...), e che tale somministrazione deve comunque essere legata allo svolgimento delle attività dell'associazione.

Il circolo che vuole somministrare alimenti e bevande a favore dei soci, deve ottenere un'autorizzazione comunale e, inoltre, i locali devono possedere determinati requisiti di tipo urbanistico\edilizio e sanitario. Per la spiegazione dettagliata dell’iter autorizzativo e dei requisiti previsti dalla legge si rinvia a questa pagina.

Il  circolo, come tutte le associazioni regolarmente costituite e gestite, può beneficiare di importanti agevolazioni fiscali. Infatti, le attività svolte a favore degli associati, inerenti al perseguimento degli scopi associativi, sono considerate non commerciali e i corrispettivi ricavati  non sono in alcun modo tassati.  Questo significa che l’associazione può  ricevere corrispettivi dai soci per la partecipazione ad attività coerenti con lo scopo fissato dallo statuto (eventi culturali e ricreativi, corsi, seminari, gite, convegni, attività sportive ecc....) senza alcun obbligo fiscale. Per svolgere tali attività non è necessario avere Partita Iva, ma basta che l’associazione sia titolare di un Codice Fiscale, che viene normalmente rilasciato in fase di registrazione. Per ottenere tali benefici fiscali, è però necessaria:

  • una corretta redazione della statuto, che deve comprendere i requisiti e i vincoli richiesti dalla legge tributaria;
  • una corretta gestione dell’associazione, che deve essere effettivamente partecipata, ed una corretta redazione degli atti associativi, come i verbali delle riunioni del Consiglio Direttivo, Assemblea, la lista soci, il bilancio annuale.

Naturalmente, come per tutte le associazioni, sussiste il divieto di distribuzione degli utili, e l'eventuale residuo di cassa dovrà essere accantonato o reinvestito nell'attività dell'associazione.

avv. Nicola Ferrante (aggiornato a marzo 2017)

NB: il nostro studio offre una consulenza completa per la costituzione di circoli su tutto il territorio nazionale, anche grazie ad una specifica convenzione con il maggiore ente di promozione sociale presente in Italia. Per ulteriori informazioni visita questa pagina o contatta lo studio tramite la mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o il modulo di contatto  sottostante.

Nota: si percisa che gli articoli pubblicati in questo sito sono da considerarsi un riassunto, a mero titolo informativo, della più ampia e organica normativa sugli enti no profit. Lo studio non è in alcun modo responsabile dell'uso improprio di tali informazioni. Gli articoli sono protetti dalla legge sul diritto d'autore, e non possono in alcun modo essere utilizzati o riprodotti senza specifica autorizzazione dell'autore.

Scopri la nostra consulenza per costituire una associazione

Per costituire e aprire una associazione di promozione sociale, è necessario:

  • costituire una associazione, con almeno tre soci fondatori e uno scopo di utilità sociale (culturale, didattico, solidaristico ecc...). I soci fondatori formeranno il primo Consiglio Direttivo;
  • preparare, in duplice copia originale, atto costitutivo e statuto, necessari per creare un'associazione di promozione sociale, inserendo tutti i requisiti e gli articoli previsti dalla Codice Civile e dalla legge fiscale (TUIR);
  • recarsi all'Agenzia delle Entrate per la registrazione dell'associazione (indispensabile per ottenere i benefici fiscali previsti dal nostro ordinamento). E' necessario richiedere l'attribuzione del Codice Fiscale, pagare la tassa di registro, acquistare i bolli da applicare agli atti,  ed infine presentare l’atto costitutivo e lo statuto in duplice copia (la procedura è quella di “registrazione atti privati”);
  • iscrivere l'associazione al Registro della Associazioni di Promozione Sociale. Il registro può essere quello regionale tenuto dalla Regione di competenza (cioè la regione in cui è stabilita la sede legale) o quello nazionale.
  • una volta iscritta al registro avrete terminato la procedura per aprire una associazione di promozione sociale.

Sono considerate associazioni di promozione sociale le associazioni, i movimenti, i gruppi e i loro coordinamenti o federazioni costituiti al fine di svolgere attività di utilità sociale a favore di associati o di terzi, senza finalità di lucro e nel pieno rispetto della libertà e dignità degli associati.

Di base le APS hanno le stesse caratteristiche delle associazioni, con alcuni requisiti in più richiesti dalla legge, giustificati dalle maggiori agevolazioni fiscali concesse dalla legge.

Nello statuto della associazione di promozione sociale devono essere previsti:

  • la denominazione;
  • l’oggetto sociale;
  • l’attribuzione della rappresentanza legale dell’associazione;
  • l’assenza di fini di lucro e la previsione che i proventi delle attività non possono, in nessun caso, essere divisi fra gli associati, anche in forme indirette;
  • l’obbligo di reinvestire l’eventuale avanzo di gestione a favore di attività istituzionali previste dallo statuto;
  • le norme sull’ordinamento interno ispirato a principi di democrazia e di uguaglianza dei diritti di tutti gli associati, con la previsione dell’elettività delle cariche associative. In relazione alla particolare natura di talune associazioni, il Ministro per la solidarietà sociale, sentito l’Osservatorio nazionale di cui all’articolo 11, può consentire deroghe alla presente disposizione;
  • i criteri per l’ammissione e l’esclusione degli associati ed i loro diritti e obblighi;
  • l’obbligo di redazione di rendiconti economico-finanziari, nonchè le modalità di approvazione degli stessi da parte degli organi statutari;
  • le modalità di scioglimento dell’associazione;
  • l’obbligo di devoluzione del patrimonio residuo in caso di scioglimento, cessazione o estinzione, dopo la liquidazione, a fini di utilità sociale.

Esistono due tipi di registri: nazionale e regionale. Nel primo si possono iscrivere le associazioni che svolgono attività in almeno cinque regioni ed in almeno venti province del territorio nazionale e che operano da almeno un anno. Nel registro regionale si iscrivono le associazioni che operano a livello regionale o provinciale. Da evidenziare che spesso le regioni richiedono alcuni requisiti, come essere costituiti da almeno un anno e dimostrare l'attività sociale svolta.

L'iscrizione nei registri speciali è elemento indispensabile per ottenere le agevolazioni fiscali e godere della legislazione di favore previste per le APS. Da sottolineare che gli uffici regionali hanno un potere discrezionale nel decidere di iscrivere l'associazione al relativo registro. E' quindi consigliabile farsi seguire da un esperto, per non vedersi rifiutata la domanda.

Riguardo la parte organizzativa, le APS sono strutturate come tutte le associazioni, con un presidente, un consiglio direttivo e l'assemblea dei soci. (In merito leggi gli articoli sul presidente e sugli organi dell'associazione)

Riguardo l'organizzazione delle attività, l'associazione si deve avvalere prevalentemente delle attività prestate in forma volontaria, libera e gratuita dai propri associati per il perseguimento dei fini istituzionali.

Comunque le associazioni possono, in caso di particolare necessità, assumere lavoratori dipendenti o avvalersi di prestazioni di lavoro autonomo, anche ricorrendo a propri associati.

Come tutte le associazioni, anche le APS possono ricevere corrispettivi dai soci per la loro partecipazione ad attività specifiche (corsi, convegni, conferenze ecc....). Questi corrispettivi, oltre a quelli ricevuti per l'iscrizione annuale, non sono imponibili, cioè non sono tassati e non sono soggetti a nessun obbligo fiscale. Per svolgere tali attività non è quindi necessario l'apertura della Partita Iva.

Anche le APS possono svolgere attività commerciale verso i terzi non soci, con gli stessi limiti e vincoli delle associazioni (in merito leggi l'articolo sulle agevolazioni fiscali)

Inoltre, le cessioni di beni e le prestazioni di servizi rese nei confronti dei familiari conviventi degli associati sono equiparate, ai fini fiscali, a quelle rese agli associati (cioè non imponibili).

Le associazioni di promozione sociale sono autorizzate ad esercitare attività turistiche e ricettive per i propri associati. Per tali attività le associazioni sono comunque tenute a stipulare polizze assicurative secondo la normativa vigente.

Inoltre, in occasione di particolari eventi o manifestazioni, il comune può concedere a questi enti autorizzazioni temporanee alla somministrazione di alimenti e bevande. 

Le associazioni di promozione sociale possono promuovere e pubblicizzare le proprie iniziative attraverso i mezzi di informazione, con l’obbligo di specificare che esse sono riservate ai propri associati.

Il principale obbligo contabile dell'associazione di promozione sociale è la redazione e l'approvazione del bilancio annuale. Gli altri obblighi contabili e fiscali sono uguali a quelli previsti per le normali associazioni. In merito visitate la sezione fiscale del sito.

avv. Nicola Ferrante (aggiornato a marzo 2017)

Per informazioni sulla nostra consulenza per la costituzione e la gestione di enti no profit vai a questa pagina o contatta lo studio tramite il modulo sottostante o alla mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.  Contattando lo studio riceverete gratuitamente un preventivo su carta intestata, con descrizione e costi della consulenza, oltre ad un primo esame delle vostre esigenze.

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