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Consulenza per aprire e gestire Associazioni ed Enti No Profit
a cura dell'avvocato Nicola Ferrante

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Le agevolazioni fiscali degli enti no profit

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L'elemento distintivo degli enti non commerciali (associazioni, onlus, associazioni sportive ecc...) è costituito dal fatto che non svolgono, almeno in maniera prevalente, attività commerciale, e che sono enti senza scopo di lucro. Ai fini della qualificazione dell'ente come non commerciale è necessario avere come punto di riferimento le previsioni contenute nello statuto e l'attività effettivamente svolta dall'ente.

Nell'ambito delle attività delle associazioni, sono da considerarsi non commerciali, e quindi non soggetti a tassazione:

  • tutte le attività svolte verso gli associati, in conformità alle finalità dell'associazione, per cui non viene chiesto uno specifico corrispettivo economico;
  • le quote associative dei soci (quota d'iscrizione annuale) e gli altri contributi versati dai soci all'associazione;
  • le donazioni ricevute dall'associazione;
  • i contributi corrisposti da amministrazioni pubbliche per lo svolgimento convenzionato, in regime di accreditamento, di attività aventi finalità sociali esercitate in conformità agli scopi dell'associazione;
  • i fondi pervenuti da raccolte pubbliche effettuate occasionalmente in occasione di determinate festività o ricorrenze;
  • i corrispettivi ricavati dalla cessione, anche a terzi, di proprie pubblicazioni cedute prevalentemente agli associati.

Oltre a questi benefici fiscali, la legislazione prevede importanti benefici per le associazioni politiche, sindacali, di categoria, religiose, assistenziali, culturali, sportive, di promozione sociale e formazione extra-scolatica. Queste associazioni possono svolgere attività a pagamento verso i loro associati, in diretta attuazione degli scopi associativi, che sono considerate fiscalmente irrilevanti. I corrispettivi percepiti da queste attività (come ad esempio corsi, stage, lezioni e altre iniziative a cui partecipano i soci) non sono soggetti ad alcuna tassazione e sono esentati anche dal pagamento dell'IVA. Per svolgere tale attività a pagamento, l'associazione potrà operare solo con il proprio Codice Fiscale, emettendo delle ricevute non fiscali.

Perchè sia applicabile questo regime di favore la legge fiscale (TUIR) prevede due requisiti fondamentali:

  • l'attività deve essere svolta a favore degli associati, essendo quella svolta a favore di terzi non soci normale attività commerciale;
  • l'attività deve essere svolta nell'ambito dell'attività istituzionale dell'ente. Quindi un'associazione culturale non potrebbe considerare istituzionali attività come, ad esempio, un corso di guida.

Per beneficiare di queste importanti agevolazioni è però necessario una corretta redazione dello statuto, che tenga conto dei requisiti richiesti dalla legislazione fiscale, in mancanza dei quali l'associazione sarà esposta a possibili contestazioni da parte dell'Agenzia delle Entrate. Gli statuti devono prevedere le seguenti clausole:

  • il divieto di distribuzione di utili, avanzi di gestione, fondi, riserve e capitali;
  • in caso di liquidazione dell'ente, l'obbligo di devolvere il proprio patrimonio ad altre associazioni od enti con le medesime finalità;
  • la disciplina uniforme del rapporto associativo;
  • l'obbligo di rendiconto economico finanziario annuale;
  • la libera eleggibilità dei soci e l'adesione ai principi di democrazia interna;
  • l'intrasmissibilità delle quote sociali.

Inoltre, le associazioni di promozione sociale a carattere nazionale riconosciute dal ministero dell'interno e tutte le associazioni ad esse affiliate, godono di ulteriori agevolazioni:

  • non è considerata commerciale la somministrazione di alimenti e bevande effettuata, a favore dei soci, presso la sede dell'associazione;
  • non è considerata commerciale l'attività di organizzazione di viaggi e soggiorni turistici a favore dei soci.

Anche per godere di tali agevolazioni lo statuto dell'associazione deve prevedere le clausole di cui sopra.

E' opportuno rilevare che quando si parla di associazioni si intende un'attività organizzata in forma non professionale o imprenditoriale, quindi senza l'investimento di elevati capitali, con lavoro prevalentemente volontario o comunque svolto dai soci, senza l'uso di un organizzazione aziendale. Diversamente, anche se i requisiti formali esaminati in questo articolo fossero rispettati e l'associazione operasse solo con i soci, l'ente verrebbe comunque considerato commerciale.

Per informazioni sull'attività commerciale degli enti no profit leggi relativo articolo. Inoltre, in questa pagina trovate tutti gli articoli inerenti alla disciplina fiscale degli enti no profit.

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avv. Nicola Ferrante (aggiornato a marzo 2017)

Nota: si precisa che gli articoli contenuti in questo sito sono da considerarsi un riassunto, a mero titolo informativo, della più ampia disciplina degli enti no profit. Lo studio non si assume nessuna responsabilità per l'uso di tali informazioni. Gli articoli sono protetti dalla legge sul diritto d'autore, ed è espressamente vietata la riproduzione o il loro utilizzo per fini commerciali.

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