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Consulenza per aprire e gestire Associazioni ed Enti No Profit
a cura dell'avvocato Nicola Ferrante

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Gestione dell'attività sportiva

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Un'associazione sportiva dovrà concentrarsi sull'attività sportiva a favore dei soci, e in particolare sull'attività dilettantistica, cioè svolta non da professionisti, ma da semplici amatori. Sono invece considerati professionisti, quelle persone che svolgono attività sportiva abitualmente, a titolo oneroso e in un settore considerato professionistico dalla federazione sportiva di appartenenza.

L'attività sportiva comprende gare, allenamenti, corsi teorici, preparazione atletica, campo pratica ecc........ Particolare attenzione dovrà essere prestata alla didattica e all'istruzione della disciplina sportiva nei confronti dei principianti.

L'associazione potrà avvalersi di istruttori sportivi, sia tra i soci (anche i membri dei consiglio direttivo), sia tra personale esterno. Con tali soggetti l'associazione potrà stipulare un contratto di prestazione sportiva dilettantistica, che offre importanti benefici fiscali per gli istruttori che ricevono i compensi (per maggiori informazione leggi l'articolo sui compensi per istruttori sportivi).

Sempre riguardo all'attività sportiva, dovrà essere prestata attenzione all'efficienza delle attrezzature sportive, alla corretta manutenzione e agibilità degli impianti sportivi, alla preparazione degli istruttori sportivi e, inoltre, dovrà essere verificata la presentazione annuale del certificato medico di buona salute da parte dei soci.

Ricordiamo che l'attività verso i soci è defiscalizzata, sia riguardo le quote annuali, sia riguardo i corrispettivi ricevuti dall'associazione per la frequentazione di corsi sportivi ed altre attività sussidiarie. Per svolgere queste attività non è necessario aprire la Partita Iva e basta il Codice Fiscale assegnato all'associazione al momento della registrazione all'Agenzia delle Entrate.

Diverso è il regime di tutte quelle entrate che non derivano dall'attività sportiva verso i soci, come attività sportiva svolta verso i non associati, vendita di beni o attrezzature (anche nei confronti dei soci), manifestazioni a pagamento, proventi ricevuti da pubblicità, sponsorizzazioni, vendita di beni vari ecc.......... Queste attività sono considerate sempre commerciali, necessitano di Partita Iva e sui ricavi vanno pagate le tasse, anche se in forma agevolata.

Ricordiamo che le associazioni sportive dilettantistiche, a differenza delle normali associazioni, sono qualificate per legge come enti non commerciali, cioè mantengono il requisito della non commercialità anche quando i proventi dell'attività commerciale superino i proventi dell'attività sportiva dilettantistica verso i soci. Per le entrate derivanti da attività commerciale si potrà beneficiare del regime fiscale di favore stabilito dalla legge n. 398/1991 (regime forfetario), quando i proventi annuali derivanti dall'attività commerciale non superino l'importo di euro 400.000,00 (quattrocentomila).

In ogni caso, è necessario precisare che i ricavi derivanti delle attività commerciali devono essere strumentali al raggiungimento dello scopo sociale, cioè usate per finanziare l'attività sportiva a favore dei soci. Infatti, anche questi corrispettivi sono vincolati allo scopo dell'associazione e non possono essere distribuiti tra i soci.

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avv. Nicola Ferrante (aggiornato a marzo 2017)

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