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Consulenza per aprire e gestire Associazioni ed Enti No Profit
a cura dell'avvocato Nicola Ferrante

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Cos'è il no profit

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Con il termine no profit (o non commerciale) si intendono tutte le attività svolte non professionalmente e senza scopo di lucro, che quindi perseguono un fine diverso dal conseguimento dell'utile (scopo solidaristico, sociale, culturale, sportivo ecc....). Queste sarebbero contrapposte alle attività a scopo di lucro, cioè poste in essere con il solo fine di produrre un utile.

Bisogna però intendersi su cosa si intende per fare utile.

L'art. 2247 del C.c., che definisce il contratto di società, precisa che "Con il contratto di società due o più persone conferiscono beni o servizi per l'esercizio in comune di una attività economica allo scopo di dividerne gli utili". Quindi lo scopo principale non è conseguire utili, ma dividerli fra i soci della società.

E' questa la vera discriminante tra gli enti no profit e gli altri. Infatti le associazioni, le onlus ecc.... possono svolgere attività a pagamento e possono conseguire un utile (lucro oggettivo), ma non possono dividere questo utile tra i soci (lucro soggettivo). L'utile conseguito alla fine dell'anno contabile sarà semplicemente accantonato e riutilizzato dall'associazione per finanziare le sue attività e raggiungere gli scopi statutari.

Tale principio si riverbera anche nel caso di scioglimento dell'ente no profit. Il capitale accumulato non potrà essere diviso tra i soci, ma dovrà essere necessariamente devoluto ad un altro ente no profit.

Inoltre, gli enti non commerciali, possono avere entrate sia da attività poventi commerciali sia da attività non commerciali. Per la quasi totalità degli enti no profit, le prime non devono mai superare le seconde.

Un'altra differenza rispetto agli enti a scopo di lucro, è che negli enti no profit i soci hanno gli stessi diritti e doveri, indipendentemente dalla somma versata o dal loro contributo nell'ente.

E' però sbagliato pensare che gli amministratori o chi lavora per ente associativo non possano ricevere un contributo economico. Questi possono ricevere un corrispettivo proporzionato alla loro attività nell'ente e al volume economico dello stesso.

avv. Nicola Ferrante

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