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Consulenza per aprire e gestire Associazioni ed Enti No Profit
a cura dell'avvocato Nicola Ferrante

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Lavoro e Contributi nelle Associazioni ed Enti No Profit

E' sempre possibile rimborsare i volontari per le spese vive sostenute per svolgere le attività dell'associazione o i compiti amministrativi-gestionali assegnati.

Le modalità di corresponsione di questi rimborsi devono essere predeterminate tramite una delibera del consiglio direttivo, organo competente in materia economica-finanziaria.

Il rimborso vien riconosciuto solo a fronte di una richiesta in tal senso del socio e solo per le spese effettivamente sostenute, previa esibizione delle pezze giustificative della spesa.

Naturalmente, queste spese devono essere sostenute dal socio per compiere lo specifico incarico ricevuto.

L'associazione potrà inoltre assumere lavoratori dipendenti per svolgere l'attività prevista. Si ricorda comunque che, in seno all'associazione, il lavoro volontario o retribuito in maniera forfettaria deve comunque essere preponderante rispetto al lavoro stipendiato.

Generalmente, si può assumere personale tramite:

- contratto di lavoro subordinato;

- contratto a progetto o parasubordinato;

- rapporto di lavoro occasionale;

- voucher per lavoro accessorio.

Tali contratti sono assimilabili a normali contratti di lavoro e quindi soggetti a tutti gli adempimenti previsti dalla legge.

Il rapporto di lavoro più utilizzato dalle associazioni è di lavoro occasionale, che consiste in un lavoro autonomo esercitato in modo non continuativo e non abituale, che non può durare per più di 30 giorni per anno solare. I corrispettivi ricevuti come retribuzione per questo tipo di rapporto vanno inseriti nella categoria fiscale redditi diversi e, se sono superiori ai 5.000 euro annui, il lavoratore dovrà iscriversi alla gestione separata dell'INPS.

Diversamente, il lavoratore a progetto è impiagato per la realizzazione di una attività o di un risultato specifico, e non è soggetto ad un vincolo gerarchico, nè a precisi orari di lavoro. Anche i compensi percepiti dal lavoratore a progetto sono soggetti alla gestione separata dell'INPS.

Altra recente novità sono i voucher (buoni lavoro) per attività accessorie o saltuarie, che garantiscono la copertura previdenziale e assicurativa a favore del lavoratore. L'associazione potrà utilizzare questa possibilità per un limite di 5.000 euro annui pagati a ciascun lavoratore.

Da evidenziare che i voucher possono essere utilizzati solo per alcune attività lavorative ( tra cui attività in manifestazioni di solidarietà o culturali) e solo per pagare determinati soggetti: studenti, pensionati, cassaintegrati o disoccupati, lavoratori part-time.

In alternativa l'associazione potrà avvalersi di professionisti o lavoratori autonomi, che non fanno parte del personale dell'associazione. In tal caso il lavoratore autonomo presenterà all'associazione regolare fattura.

In questa pagina trovate tutti gli articoli inerenti alla disciplina fiscale degli enti no profit.

avv. Nicola Ferrante

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