Il Portale delle Associazioni

Consulenza per aprire e gestire Associazioni ed Enti No Profit
a cura dell'avvocato Nicola Ferrante

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Diritti e Doveri dei Soci in un'Associazione

I soci di un'associazione sono coloro che, condividendo pienamente i fini e l'attività dell'ente associativo, hanno presentato domanda scritta, accettata dal Consiglio Direttivo, dichiarando:

  • di voler partecipare alla vita associativa;
  • di accettare, pienamente e senza riserve, lo Statuto, i principi etici e culturali in esso contenuti, le attività, le finalità e il metodo dell'Associazione.

Solitamente il Consiglio Direttivo ha un termine di tempo per confermare o negare l'adesione. L'eventuale diniego deve essere comunicato e motivato, ed è comunque ammesso reclamo all'assemblea.
La qualifica di socio si perde per:

  • dimissioni;
  • decesso;
  • per radiazione per gravi motivi, che viene pronunciata dal Consiglio Direttivo contro il socio che commetta azioni ritenute disonorevoli per i principi dell'associazione o che, con la sua condotta, costituisca ostacolo al buon andamento della stessa. Da precisare che la radiazione non dà luogo a indennizzi o rimborsi di alcun genere.

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Caratteristiche Contratto di Istruttore Sportivo

I compensi degli istruttori sportivi, che prestano la loro attività a favore di associazioni sportive dilettantistiche sono soggetti ad un regime fiscale di assoluto favore. Infatti, ai sensi dell'articolo 67 comma 1 lett. m del TUIR e dell'articolo 69 comma 2 del TUIR, i corrispettivi ricevuti sono esenti da tassazione fino alla somma di 7.500 euro l'anno. Per un esame dettagliato di questo regime fiscale rimandiamo il lettore a questa pagina del sito.

Riguardo il regime contrattuale, tra istruttore e ASD dovrà essere stipulato un contratto di prestazione sportiva dilettantistica per istruttore. Va subito rilevato che questo contratto presuppone che l'attività di istruttore sportivo sia svolta in modo non professionale e non subordinata. Ciò significa che i redditi ricevuti per tale attività non devono essere l'unica o la principale fonte di sussistenza del tecnico e che questo, nell'ambito della sua attività, non è subordinato ai dirigenti della ASD o ad altri responsabili.

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Ricevute Emesse da Associaizioni

L'attività istituzionale delle associazioni è non commerciale, se inerente agli scopi associativi e svolta verso i soci. Quindi è attività  istituzionale, ad esempio, l'attività culturale svolta da un'associazione culturale, l'attività sportiva svolta da una ASD, l'attività socio-sanitaria svolta da una onlus. I corrispettivi che l'ente riceve dai soci per tali attività non sono soggetti a  tassazione e sono esenti anche da IVA.

Nel ricevere questi corrispettivi l'associazione dovrà rilasciare solo una ricevuta non fiscale. Modelli di queste ricevute si vendono a blocchetti in qualsiasi negozio di materiale per ufficio. La ricevuta dovrà riportare la denominazione, i dati e il codice fiscale dell'associazione, la data, la causale, la somma ricevuta, il nome del socio che paga, la firma del responsabile dell'associazione che compila la ricevuta. Ricordiamo ancora che non si tratta di una fattura, ma di una semplice ricevuta.

Le ricevute dovranno essere conservate presso la sede dell'associazione. Conservare le ricevute sarà inoltre utile per compilare il bilancio di fine anno, che dovrà riportare le voci di entrate e di spese dell'associazione.

Nel caso  l'associazione svolga anche attività commerciale, ad esempio attività a pagamento verso terzi non soci, per i corrispettivi ricevuti da tale attività dovrà emettere fattura e quindi essere titolare di una Partita Iva.

Esclusione dei Soci da una Associazione

Secondo l'articolo 24 del Codice Civile, l'esclusione di un associato può essere deliberata dall'assemblea dei soci solo per gravi motivi. In ogni caso, l'associato può ricorrere all'autorità giudiziaria entro sei mesi dal giorno in cui gli è stata notificata la deliberazione. 

I gravi motivi che giustificano l'esclusione possono essere ravvisati in un grave inadempimento dell'associato, impossibilità sopravvenuta nel dare un contributo personale, perdita dei requisiti per l'ammissione, indegnità morale ecc....

Da rilevare che molte associazioni conferiscono la competenza per le espulsioni dei soci al Consiglio Direttivo, fatta salva la possibilità di ricorrere all'assemblea contro questa decisione. In tali casi è sempre necessario seguire la procedura stabilità dallo statuto, precisando che la decisione dovrà sempre essere motivata e formalmente comunicata al socio. Nel caso in cui prima della decisione si svolga un contraddittorio, il socio avrà diritto di presentare le sue valutazioni o una sua difesa.

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E' necessario un Commercialista per Gestire la Contabilità di un'Associazione ?

Per gestire la contabilità di un'associazione non è necessaria l'assistenza di un commercialista. Infatti, per le associazioni che si limitano a svolgere  la propria attività istituzionale con i soci, considerata attività non commerciale, gli unici obblighi sono la tenuta di fogli cassa periodici e la redazione di un bilancio di fine anno. Questi documenti possono essere compilati in modo molto semplice e didascalico, e vanno conservati presso la sede legale.

Diversamente, se l'associazione svolge anche attività commerciale, dovrà aprire Partita Iva, tenere le scritture contabile e presentare apposita dichiarazione dei redditi. In tal caso sarà inevitabile avvalersi di un commercialista.

Contestazione delle Deliberazioni dell'Assemblea dei Soci

L'articolo 23 del Codice Civile prevede che le deliberazioni dell'assemblea dei soci di un'associazione, contrarie alla legge, all'atto costitutivo o allo statuto, possono essere annullate su istanza degli organi dell'ente, di qualunque associato o del pubblico ministero. Inoltre, quando sussistono gravi motivi, il presidente del tribunale o il giudice istruttore può sospendere, su istanza di colui che ha proposto l'impugnazione, l'esecuzione della deliberazione. In ogni caso, sempre secondo il Codice Civile, l'annullamento non pregiudica i diritti acquistati dai terzi in buona fede in base agli atti compiuti in esecuzione della deliberazione successivamente annullata.

Tale norma è posta a tutela dei diritti individuali degli associati e delle eventuali minoranze dissenzienti che potrebbero essere penalizzate in sede di assemblea dei soci.

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Numero Minimo di Soci per Fondare un'Associazione

Per fondare un'associazione bastano tre soci, che solitamente vanno a costituire il primo Consiglio Direttivo, nei ruoli del presidente, vicepresidente e segretario. Devono essere maggiorenni e i loro nominativi e dati anagrafici andranno riportati nell'atto costitutivo dell'associazione. Naturalmente è possibile incrementare tale numero. In ogni caso non tutti i soci fondatori devono per forza fare parte del Consiglio Direttivo. 

Da precisare che i soci fondatori non hanno maggiori diritti o prerogative rispetto ai soci ordinari. Infatti, una delle regole cardine degli enti associativi è la democraticità della struttura, per cui tutti gli associati hanno gli stessi diritti e doveri di base, come ad esempio partecipare all'assemblea dei soci e candidarsi per un ruolo nell'ambito degli organi associativi.

Si rileva inoltre che una sola persona non potrebbe fondare un'associazione, dato che questo tipo di ente è per definizione collegiale e composto da più soggetti, che decidono di costituire l'associazione per svolgere una determinata attività in comune.

 

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