Il Portale delle Associazioni

Consulenza per aprire e gestire Associazioni ed Enti No Profit
a cura dell'avvocato Nicola Ferrante

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Il Frutto Avvelenato della Riforma del Terzo Settore

La Riforma del terzo settore penalizza la maggior parte delle associazioni

E’ indubbio che, riguardo gli enti associativi, di vitale importanza sia la disciplina fiscale. Fino ad oggi gli enti no profit godevano di varie agevolazioni fiscali. La più rilevante era prevista dall’articolo 148, comma 3, del TUIR ( Testo Unico delle Imposte sui Redditi) secondo cui “Per le associazioni politiche, sindacali e di categoria, religiose, assistenziali, culturali, sportive dilettantistiche, di promozione sociale e di formazione extra-scolastica della persona, non si considerano commerciali le attivita' svolte in diretta attuazione degli scopi istituzionali, effettuate verso pagamento di corrispettivi specifici nei confronti degli iscritti, associati o partecipanti …..omissis….”. Cioè, un’associazione poteva chiedere ai soci un corrispettivo (di entità variabile) per la partecipazione alle attività istituzionali e, dato che l’attività era ritenuta non commerciale, il corrispettivo non veniva tassato. Questo, fermo restando tutti i vincoli imposti a tali enti, compreso quello di rendicontazione, divieto di distribuzione degli utili e democraticità della struttura associativa.

Tale assetto, che non escludeva avanzi di gestione sulle attività a pagamento a favore degli associati, permetteva ad una miriade di associazioni di svolgere attività culturali, ricreative, di promozione del territorio, di aiuto sociale e socio-sanitario. Iniziative che non sarebbero mai state attivate tramite enti commerciali, a causa dell’alta tassazione e dei gravosi adempimenti di gestione.

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Riforma del Terzo Settore. Quando Entra in Vigore ?

E’ stata recentemente approvata, tramite la legge del 6 giugno 2016 n. 106, la riforma del terzo settore. Si tratta di un testo legislativo che ristruttura radicalmente tutto il precedente impianto normativo sugli enti no profit, dando vita ad enti giuridici del tutto nuovi, cancellando alcune tipologie associative fino ad oggi molto comuni, normando alcuni aspetti legali, fiscali e gestionali in precedenza non definiti, ed in generale razionalizzando l’intero sistema legislativo in materia.

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Associazioni: ricevuta o fattura ?

Un’associazione è, di base, sempre un ente non commerciale. Questo significa che la sua attività istituzionale, svolta a favore degli associati, non è tassata. Ad esempio, l’attività istituzionale di un’associazione culturale sono i corsi e le lezioni, di un’associazione sportiva è l’attività sportiva, di una onlus è l’attività sociale a favore di soggetti svantaggiati ecc…..

Questa attività può essere svolta nei confronti degli associati anche a pagamento. Su tali introiti l’associazione non deve pagare alcuna tassa ed emette una semplice ricevuta non fiscale, tramite il proprio codice fiscale. Questo vale anche per le quote associative annuali pagate dagli associati.

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Un'associazione può Assumere Terzi non Soci ?

Un qualsiasi ente no profit può sempre assumere terzi non associati o collaborare con loro nell’ambito dello svolgimento dell’attività associativa. Se si tratta di titolari di P Iva, questi emetteranno fattura a carico dell’associazione. Diversamente, sarà necessario instaurare un rapporto di collaborazione\lavoro, tramite un inquadramento contrattuale e previdenziale. A riguardo potrà essere utile il parere di un consulente del lavoro.

Naturalmente quanto sopra precisato non riguarda il lavoro volontario, non retribuito o che prevede un semplice rimborso spese.

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Modelli o Libri Precompilati per Associazioni. Quando sono necessari.

Per tutte le associazioni che organizzano corsi o attività a pagamento a favore dei propri associati, è consigliabile acquistare, presso un qualsiasi negozio di materiale per ufficio, dei blocchetti di ricevute non fiscali. Queste sono compilabili e già predisposte in doppia copia. Diversamente, è possibile stamparle all'accorrenza, magari preparando un foglio excel standard.

Anche riguardo la lista soci, è possibile acquistare dei modelli precompilati, o preparare dei file word o excel da compilare al bisogno.

Riguardo gli altri documenti associativi, come vebali di assemblea e consiglio direttivo, si suggerisce di prepararli all'occorenza,  stamparli e farli firmare da tutti i partecipanti. Infatti, questi verbali non possono essere firmati solo dal presidente e dal segretario.

In ogni caso, è sufficiente conservare in modo ordinato tutti i documenti associativi, presso la sede legale dell'associzione, senza particoli formalità o vidimazioni. 

Conviene Costituire un'Associazione Riconosciuta ?

Sono in molti a pensare che per costituire un’associazione riconosciuta sia sufficiente che l’atto costitutivo e lo statuto sia preparati da un notaio, e quindi con atto notarile. Invece non è così, dato che la procedura è ben più articolata ed onerosa:

  • è necessario che gli atti siano stipulati tramite atto notariale;
  • è inoltre indispensabile conferire nel patrimonio associativo un’ingente somma di denaro, solitamente 30.000 – 40.000 euro;
  • infine è necessario presentare la domanda di riconoscimento presso la prefettura competente

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A Proposito della Sede Legale dell'Associazione

Molti utenti che contattano il nostro studio o scrivono nel forum chiedono informazioni in merito ai locali utilizzati come sede legale dell'associzione.

Ricordiamo in primo luogo che la sede legale è necessaria per conservare i documenti associativi (verbali, liste soci, bilanci ecc....) e ricevere la posta e le missive inviate all'associazione. Non è necessario che coincida con la sede operativa o il luogo dove si ritrovano gli associati o dove vengono svolte le attività dell'associazione. 

Può essere anche l'indirizzo di residenza del presidente o di un socio, un ufficio di un professionista, un luogo preso in affitto o in comdato d'uso, o un locale messo a disposizione dal comune o da enti pubblici. L'importante è che sia dotato di un numero civico e di una cassetta delle lettere per ricevere la posta. 

La sede legale di un'associazione può inoltre corrispondere alla sede di un'attività commerciale (ufficio, negozio, impresa ecc....). E' però necessario che le due attività restino contabilmente e fiscalmente separate.

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